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“Teleassistenza agli anziani, stesso servizio pagato due volte”

Secondo Cisl e Uil, per il Comune di Brindisi, l'attività svolta sia dalla coop Genesi di Messina che da alcuni dipendenti dei Servizi sociali: "Non c'è motivo di impegnare 17mila euro del fondo per il personale. Quella somma va bloccata. Altrimenti segnalazione anche alla Corte dei Conti"

BRINDISI – “Il Comune di Brindisi paga due volte per lo stesso servizio di teleassistenza in favore degli anziani: l’attività è garantita dalla coop Genesi di Messina, ma l’Amministrazione ha destinato 17mila euro per alcuni dipendenti del settore Servizi sociali chiamati a svolgere attività identica”.

Per i rappresentanti sindacali aziendali di Cisl e Uil, Raffaele Atzori e Pino Roma, c’è una duplicazione che va fermata. Subito. In caso contrario, sono pronti a procedere in due direzioni: “In primo luogo con una segnalazione, l’ennesima, al segretario generale per evidenziare il comportamento antisindacale tenuto dal Comune e denunciare allo stesso tempo uno spreco della Pubblica Amministrazione”, anticipa Atzori che già la scorsa primavera aveva chiesto spiegazioni sul servizio di teleassistenza. “In secondo luogo, qualora non dovesse esserci alcun provvedimento del Comune, procederemo con una segnalazione alla Corte dei Conti, allegando tutta la documentazione che siamo riusciti a raccogliere in questi ultimi mesi”.

La Cil e la Uil, in effetti, hanno sollevato dubbi sull’organizzazione del servizio dopo aver appreso che il Comune di Brindisi, tramite l’ufficio che fa capo all’Ambito territoriale nel quale viaggia in tandem con San Vito dei Normanni, aveva affidato alla cooperativa Genesi – con sede a Messina -   una serie di attività in favore degli anziani. “Tra queste c’è anche la teleassistenza, garantita come servizio migliorativo dell’offerta, servizio che l’Amministrazione ha organizzato facendo affidamento su un gruppo di dipendenti del settore Servizi sociali”, spiega il sindacalista. “Per coprire il lavoro svolto dagli impiegati in pronta reperibilità è stato deciso di attingere dal fondo del personale, impegnando la somma di 17mila euro l’anno. Che senso ha?”, chiede.

Nella documentazione raccolta dai due sindacalisti c’è la lettera scritta dall’ex segretario generale Paola Giacovazzo il 31 maggio scorso, di riscontro a quella spedita da Cil e Uil, con richiesta di chiarimenti rispetto alla decisione, assunta con determina, dal responsabile del settore Servizi sociali l’8 aprile: “Si chiede di sapere se corrisponda al vero che la coop Genesi, affidataria del servizio di assistenza anziani, svolga anche teleassistenza di cui alla determina”, si legge nella nota scritta in veste di responsabile dell’Ufficio controlli interni e anticorruzione. “In caso affermativo, da quale data e a quale costo”. E ancora, sempre nel caso di conferma: “La invito a sospendere le liquidazioni”.

Dagli atti risulta che il dirigente dei Servizi sociali abbia risposto in questi termini: “E’ doveroso sottolineare che il servizio svolto dalla coop Genesi è a totale carico della stessa e viene offerto a una utenza che, per età e tipologia di condizioni psico-fisiche è del tutto distinta da quella a cui viene offerto il servizio con personale comunale”.

Lo stop del segretario sarebbe arrivato il 31 luglio. L’argomento è stato anche affrontato durante le ultime riunioni della delegazione trattante. I sindacalisti continuano a sostenere che nulla sia cambiato da allora ad oggi: “I pagamenti al personale ci sono stati ugualmente”, dicono. “Risultano liquidazioni relative al periodo successivo, più esattamente fino al 30 ottobre scorso”.

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