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"Porticciolo, futuro turistico impedito da speculazioni"

Il Meetup Cinque Stelle Uniti per Brindisi sulla cessione delle quote della società Bocca di Puglia dal Comune ai privati: "Bastava abbassare i fitti dei locali e consentire un popolamento commerciale, attivare la foresteria, attrezzarsi per la messa a terra e la manutenzione delle barche"

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del  Meetup Cinque Stelle Uniti per Brindisi sulla cessione delle quote della società Bocca di Puglia spa dal Comune ai privati

Apprendiamo dalla stampa la formalizzazione dell'uscita del Comune di Brindisi dalla compagine societaria della Bocca di Puglia S.p.A., società nata per la costruzione e la gestione del porticciolo turistico. Ora possiamo davvero constatare che il futuro turistico di Brindisi è impedito da scelte scellerate e da squallide speculazioni.

Sarebbe opportuno che nessuno ignorasse che buona parte del debito della Bocca di Puglia è contratto proprio con il socio di maggioranza Igeco della amiglia Ricchiuto di Lecce (ora acquirente anche di quasi tutte le quote cedute dal Comune di Brindisi) per le spese di costruzione sostenute pari a 2,5 milioni di euro. Tale esposizione non è stata mai ripianata, anzi produce interessi notevoli: nel 2013 il debito con Igeco ne aveva già prodotti 888milaeuro. Era ovvio che altri soci di minoranza prima ed il Comune di Brindisi poi fuggissero dalla Bocca Di Puglia indebitata e senza futuro.

Che il porticciolo turistico non avesse futuro lo certificò al Comune di Brindisi anche il professore DellAtti che, in occasione della stima del valore delle quote, escluse in via prudenziale qualsiasi ipotesi di crescita per due motivi: La società non ha predisposto piani pluriennali, né programmi da cui evincere strategie di sviluppo e poi ha registrato quasi costantemente negli ultimi anni perdite che hanno eroso progressivamente il capitale proprio. Facile capire il perché il porticciolo non sia mai cresciuto.

Il porticciolo turistico di Brindisi

Il socio di maggioranza sembra non ne abbia interesse, e con una somma notevolmente contenuta ha acquisito anche la quota di proprietà del Comune, arrivando all'80% della proprietà delle partecipazioni societarie. E i quasi due milioni di euro (4 miliardi di lire) investiti dalla Regione Puglia? In fumo.

Scellerata fu la scelta del sindaco Antonino di affidare ad Igeco il porticciolo ed il futuro turistico della città, scellerate sono state le successive amministrazioni a non far valere i diritti di socio di minoranza verso un socio di maggioranza a dir poco distratto rispetto al futuro della struttura. L'ex sindaco Consales, all'epoca, sul porticciolo dichiarava: Mi auguro che vengano aperte inchieste sulla gestione della società Bocca di Puglia: la parte privata ha il 60 per cento pur non avendo tirato un euro. E noi ci chiediamo: perché non fu fatto un esposto alla Procura della Repubblica? Perché non venne mai interessato il Tribunale delle Imprese per conflitto di interesse? Purtroppo ci troviamo in una città di politici incapaci nella quale le svolte storiche vengono demandate ai Commissari Prefettizi o alla Procura della Repubblica.

Davvero con rammarico e rimpianto si prende atto che pochi incisivi interventi avrebbero reso il porticciolo turistico una punta di diamante per il turismo brindisino. Bastava abbassare i fitti dei locali e consentire un popolamento commerciale del sito, attivare la foresteria, attrezzarsi (anche collaborando con chi in città fa cantieristica da anni) per la messa a terra e la manutenzione delle barche per aumentare in maniera esponenziale gli utili per tutto l'anno. Purtroppo quello che sembra ovvio anche ad un bambino è sfuggito e crediamo sfuggirà in futuro agli amministratori della società Bocca di Puglia ed ai nostri politicanti.

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