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Bomba Multiservizi, bilanci ancora “nascosti”: lavoratori in bilico

Il Comune di Brindisi, socio unico, continua a rinviare l’approvazione del rendiconto 2014: perdita di oltre un milione e 300mila euro. Nessuna traccia di quello del 2015, determinante per la salvezza della partecipata del Comune di Brindisi. I 193 dipendenti chiedono verità dopo le promesse

BRINDISI – I numeri della Multiservizi sembrano parlare eccome a dispetto del silenzio che ancora regna a Palazzo di città, dove nessuno è in grado di spiegare ai 193 lavoratori prima di tutto e poi alla città, quale sarà il reale destino della partecipata. Perché resta da approvare il bilancio del 2014 che presenta una perdita di oltre un milione e 300mila euro e niente si sa sul rendiconto del 2015, anno determinante per le sorti della società stando al decreto Madia.

Non è mistero per nessuno che, dopo l’entrata in vigore delle disposizioni di legge, per le partecipate che negli ultimi cinque anni, chiudono in negativo quattro esercizi, non c’è altro da fare se non staccare la spina. Liquidazione obbligatoria. Lo sanno bene, ovviamente, anche al Comune di Brindisi ed è per questo che non si comprende per quale motivo non arrivi alcuna notizia sulle decisioni che l’Amministrazione cittadina è tenuta ad assumere, fatta eccezione per un incontro con i sindacati in cui nulla è stato detto. Il silenzio o peggio, il continuo rinviare nel tempo e ipotizzare nuovi affidamenti per raccogliere ossigeno in favore della Multiservizi, non giovano a nessuno. Non aiutano certamente i dipendenti della società che pure hanno ascoltato chi ha sostenuto di recente, se non addirittura promesso, che ci sarebbe stato un lieto fine a dispetto del rosso in bilancio, versione 2014. Hanno creduto i dipendenti e ancora ci sperano visto che in gioco c’è il loro lavoro, uno stipendio, la possibilità di mantenere famiglia. Arrivati a questo punto, a maggiore ragione a distanza di qualche giorno dalle dimissioni dell’amministratore unico, Francesco Trane, gli interrogativi si moltiplicano in nome della verità. Trane ha lasciato per incompatibilità, sempre alla luce del decreto Madia, essendo dirigente responsabile dell’Ufficio Legale del Comune di Brindisi ma prima ha reiterato la richiesta di assemblea per l’approvazione del bilancio 2014.

Richiesta che aveva presentato già nel periodo precedente alle elezioni per il sindaco, quando a Palazzo di città c’era la gestione commissariale affidata a Cesare Castelli, anche se il nodo bilancio Multiservizi era stato sollevato più volte durante l’Amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Mimmo Consales. Sempre per lo stesso motivo: i numeri della società, quei numeri dei bilanci, tra rendiconti e previsioni, sui quali sono al lavoro tanto i finanzieri quanto gli agenti della Digos.

Si tratta di cifre lette in maniera differente, con interpretazioni non coincidenti: basti ricordare cosa successe con riferimento al bilancio 2013, quando si scoprì o meglio si ammise (dopo indiscrezioni giornalistiche) che c’era una perdita consistente, pari a  1.153.550,30 euro, con ripiano che costò al Comune lo sforamento del patto di stabilità. Anche questo negato sino alla fine, sino a quando negare l’evidenza – la verità appunto – non era più possibile.

Vista la situazione, per quale motivo dal Comune non arriva alcuna notizia sul futuro della Multiservizi? Sul bilancio silenzio assoluto, sul nuovo amministratore idem. Intanto sono stati bloccati gli affidamenti ulteriori ipotizzati alla vigilia della campagna elettorale. In un contesto del genere, parlare di bomba ad orologeria pronta a scoppiare, non si sbaglia di certo. Cosa aspetta l’Amministrazione? Perché non dare risposte ai lavoratori? Una risposta hanno diritto ad averla. Una volta per tutte. Il silenzio non aiuta. Anzi.

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