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La protesta dei lavoratori della Impes Service spa

La protesta dei lavoratori della Impes Service spa

Petrolchimico, sit-in dei lavoratori della Impes Service

“La società ha deciso il trasferimento ad altra sede con lo stesso stipendio: così non riusciamo a sostenere le famiglie”. Venti dipendenti protestano dal primo maggio: oggi sono davanti all’ingresso della Basell

BRINDISI – “L’azienda ha deciso di trasferirci altrove, tra Mantova e Pavia, a fronte dello stesso stipendio: come facciamo a garantire il mantenimento delle nostre famiglie, se dobbiamo sostenere noi le spese di vitto e alloggio fuori? Dov’è la dignità dei lavoratori?”.

protesta lavoratori petrilochimico Impes bis-2Protestano i venti dipendenti della società Impes Service spa di Ferrandina (Matera) che sino a qualche mese addietro era titolare di appalti per conto della società Enel, nel sito della centrale Federico II di Cerano, e della Basell: hanno iniziato il sit-in, pacifico, il primo maggio, nel giorno della festa dei lavoratori perché da gioire in questo momento non hanno niente. Oggi hanno presidiato l’ingresso della Basell.

Non dall’8 aprile scorso, quando dalla sede della Impes sono partite le lettere per comunicare l’immediato trasferimento “ad altra sede” non essendoci più commesse a Brindisi. Le missive sono state recapitate ai lavoratori a scaglioni, tutti dovranno fare le valigie per raggiungere le nuove destinazioni, per lo più tra Mantova e Pavia, a fronte dello stesso stipendio mensile perché non solo non è stata prevista l’indennità per la trasferta, ma neppure un lieve ritocco alla somma in modo tale da permettere la copertura delle spese legate al vitto e all’alloggio che sono totalmente a carico dei dipendenti.

“Nessuno dei lavoratori è in grado si assicurare il sostentamento della propria famiglia”, dice Giovanni Marcolla, Rsu della Fiom Cgil. “Ci rendiamo conto del momento di crisi, peraltro generale, ma non è possibile proporre in trasferimento senza riconoscere neppure un minimo adeguamento dello stipendio, anche perché questa proposta è stata atta solo per i lavoratori di Brindisi. Per quelli delle altre sedi, il trasferimento è stato disposto previo riconoscimento della indennità”, continua.

“Per questo chiediamo un incontro con i vertici dell’azienda e sino a quando non ci sarà questo confronto, restiamo qui a protestare in maniera assolutamente pacifica per rivendicare i nostri diritti”.

In tal modo, i lavoratori che protestano si espongono al rischio di essere licenziati per assenza ingiustificata perché alcuni di loro avrebbero già dovuto raggiungere la nuova sede indicata dalla Impes Service: la fine del rapporto di lavoro scatta dopo il quarto giorno. Oggi è il secondo. “Non possiamo fare diversamente: i diritti vanno rispettati e in caso contrario rivendicati”.

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