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“Immagini, Dna e tatuaggi incastrano i rapinatori”: quattro imputati

Giudizio immediato per Antonio Grassi, Alfonso Polito, Vincenzo Trono e Francesco Franchin, tutti di Brindisi, arrestati il 2 marzo con l'accusa di aver preso parte a cinque colpi tra febbraio e maggio 2014. Il Riesame nega la libertà: "Pericolosità sociale" . La difesa chiede il rito abbreviato. Lupara affidata a un minorenne

BRINDISI – “Prove evidenti” a carico di Antonio Grassi, 29 anni; Alfonso Polito, 31; Vincenzo Trono, 31, e Francesco Franchin,26, tutti di Brindisi, arrestati il 2 marzo scorso con l’accusa di aver preso parte a cinque rapine tra febbraio e maggio 2014: la Procura ha chiesto il giudizio immediato e il Tribunale del Riesame ha negato la libertà rimarcando la pericolosità sociale.

Antonio GrassiI quattro ragazzi residenti nel capoluogo sono imputati  dopo che il pubblico ministero titolare del fascicolo ha esercitato l’azione formulando il capo di imputazione, senza passare dall’udienza preliminare, essendo stati raccolti elementi dai carabinieri nell’informativa del 7 settembre a firma del tenente Roberto Rampino, ritenuti evidenti e quindi insuperabili sul piano della colpevolezza degli indagati, già evidenziati nel provvedimento di arresto eseguito dai carabinieri. (Nella foto accanto Grassi)

Le rapine al centro delle indagini  sono cinque: ai danni di una tabaccheria situata in via Carducci il 24 febbraio 2014, del supermercato Dok di Mesagne il 9 marzo 2014, del supermercato “Super Brio” di Torchiarolo il 7 marzo 2014, della tabaccheria Leo di San Donaci il 15 aprile 2014, della tabaccheria “Mordi e fuggi” di Mesagne il 3 maggio 2014. Oltre all’accusa di rapina, i quattro rispondono di ricettazione, porto e detenzione illegale di arma da fuoco e lesioni personali aggravate.

Il tatuaggio di Antonio Grassi-2Ad incastrare i giovani ci sono le immagini del sistema di videosorveglianza negli esercizi commerciali presi di mira, il profilo genetico del Dna e per Grassi c’è un tatuaggio che raffigura un elmo romano sul dorso della mano destra che non lascia margini di dubbi sulla sua partecipazione ai colpi. Si tratta di un elmo romano sul dorso della mano destra visibile nel primo piano dei fotogrammi estratti dal filmato. 

Per la prima rapina, quella del 24 marzo ai danni di una tabaccheria di Brindisi, “l’elemento individualizzante per Antonio Grassi è il tatuaggio” rimasto visibile nonostante “l’indagato stendesse ripetutamente il braccio destro verso il basso nel tentativo di far scivolare la manica del giubbino”. Per il secondo colpo, datato 3 marzo 2014, ancora Grassi con il tatuaggio visibile, che impugna il fucile con la mano sinistra essendo mancino. Per la terza rapina, quella del 4 maggio successivo, il profilo genetico di Grassi è stato trovato su uno dei due passamontagna trovati nell’auto usata, una Lancia Lybra risultata rubata.

Francesco FranchinIl Dna è alla base della contestazione che attiene alla quarta rapina, del 7 marzo, nei confronti di Trono, Franchin e Polito, in aggiunta a Grassi. Il profilo genetico di Trono è stato trovato sul “manico del cacciavite”, quello di Franchin su un “guanto per la mano sinistra di colore arancione” e per Alfonso su un “passamontagna nero”, tutti trovati nella Lancia Lybra. Per il quinto colpo, datato 15 marzo 2014, ancora Grassi in azione con il tatuaggio visibile e Polito il cui “dna è stato trovato sul passamontagna di colore celeste trovato nella Fiat Tipo usata per la rapina”. (nella foto accanto Franchin)

Ci sono poi, alcune intercettazioni telefoniche, che “dimostrano che Vincenzo Trono unitamente ad Antonio Grassi, deteneva una lupara, facendola custodire a un ragazzo non ancora maggiorenne”. La posizione di quest’ultimo è al vaglio della Procura per i minori. Si tratta di conversazioni ascoltate nell’ambito di un altro procedimento penale.

POLITO ALFONSO-2Il Riesame ha anche negato gli arresti domiciliari chiesti dai difensori Laura Beltrami e Cinzia Cavallo per Trono, Franchin e Polito, riconfermando la pericolosità sociale oltre che l’esistenza di gravi indizi, in relazione al pericolo di reiterazione dei reati con l’uso di armi. Nessuna istanza invece per Grassi. Le penaliste hanno sollevato dubbi sulle modalità del prelievo del dna e dunque sulla utilizzabilità: per Franchin, nella sua abitazione, nell’ambito di verifiche legate a un presunto spaccio di droga, per gli altri in cella prelevando oggetti in uso agli indagati. (nella foto al lato Polito)

Gli avvocati hanno presentato ricorso in Cassazione e contestualmente avanzato istanza per il rito abbreviato, strada processuale che permette di ottenere la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna. Gli indagati , all’indomani dell’arresto, scelsero di avvalersi della facoltà di non rispondere, preferendo restare in silenzio in sede di interrogatorio di garanzia. Sette giorni prima, come si ricorderà, gli stessi furono arrestati nel blitz della Dda di Lecce “The Beginners” nell’ambito dell’inchiesta sull’esistenza di un’articolazione della Sacra Corona Unita operante a Brindisi, come diramazione del cosiddetto gruppo mesagnese, ritenuto storico dell’associazione di stampo mafioso.

Vincenzo Trono Grassi, Trono, Polito e Franchin in quell’ordinanza sono stati ritenuti i volti nuovi della Scu, giovani della generazione 2.0, quella attuale della mala, riconducibili al gruppo che – sempre per la Dda – sarebbe stato guidato da Luca Ciampi, nato e residente nel capoluogo, ora ristretto nel carcere di Foggia, a sua volta affiliato a Tobia Parisi indicato al vertice del cosiddetto clan dei mesagnesi sopravvissuto da un lato ai blitz e dall’altro alle collaborazioni che ha svelato i segreti del sodalizio di stampo mafioso. Prima fra tutte quelle di Ercole Penna, seguito da Cosimo Guarini e Francesco Gravina detto il Gabibbo. (nella foto accanto Trono)

Per tutti gli indagati dell’inchiesta The Beginners, il Riesame ha confermato la misura cautelare, mantenendo intatta l’impostazione della Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

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