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Rapina in banca, 12 anni fa: condannati Cannalire e Greco

Tre anni di reclusione ai brindisini, dopo due sentenze di assoluzione. Bottino: 59mila euro, mai trovato

BRINDISI – Entrambi riconosciuti colpevoli e condannati per una rapina consumata in una banca di Terni 12 anni fa, che fruttò 59mila euro, somma mai trovata: tre anni di reclusione sono stati inflitti a Ivano Cannalire e Marco Greco, tutti e due di Brindisi, al termine del processo d’Appello bis celebrato a Salerno.

CANNALIRE-Ivano-2La sentenza ribalta le pronunce precedenti: dapprima quella del gup, poi quella della Corte d’Appello ed è stata emessa nella serata di ieri, 24 ottobre. I difensori degli imputati, gli avvocati Daniela d’Amuri e Ladislao Massari hanno già anticipato il ricorso in Cassazione, non appena saranno depositate le motivazioni della Corte. Il procuratore generale, al termine della requisitoria, aveva invocato la condanna a tre anni e quattro mesi. Cannalire e Greco hanno sempre respinto gli addebiti: la prima professione di innocenza venne consegnata agli investigatori già al termine delle indagini, avviate subito dopo il colpo. Gli agenti arrivarono a Brindisi partendo da alcuni numeri di targa appuntati da un testimone di passaggio davanti alla sede della banca in uno con le celle agganciate dai telefonini cellulari. Ma gli imputati hanno continuato a sostenere di non essere mai stati a Terni.

Marco Greco-2-2-2I giudici della Corte d’Appello avevano chiesto l’ascolto di altri quattro testimoni, tutti dipendenti della filiale presa di mira allo scopo di raccogliere ulteriori elementi prima di pronunciare la sentenza, dopo le arringhe dei penalisti secondo i quali non susstiveva alcuna certezza rispetto alla partecipazione di Cannalire e Greco alla trasferta. Gli stessi giudici avevano chiesto in precedenza l’ascolto dei genitori di Cannalire. Madre e padre hanno riferito che il figlio, in quel periodo non si allontanò mai da casa. Nessuno dei testi venne sentito perché gli imputati furono giudicati con rito abbreviato, dunque allo stato degli atti.

Cannalire e Greco furono assolti in primo grado, dal gup di fronte al quale venne celebrato il processo. L’assoluzione venne confermata in Appello per poi essere impugnata dal rappresentante della pubblica accusa in Cassazione. Gli Ermellini disposero l’annullamento con rinvio. Da qui il processo d’Appello bis celebrato a Salerno, arrivato ora a conclusione con ribaltamento della sentenza: dall’assoluzione all’affermazione della responsabilità penale di entrambi, nel frattempo coinvolti in inchieste della Procura di Brindisi e finiti sotto processo nella loro città.

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