Cronaca

Litoranea, resta il pericolo di crollo: divieti sino al prossimo anno

Quindici le località in cui non è possibile fare il bagno, né fermarsi in auto o a piedi: l'ordinanza del commissario in vigore da ieri e sino al 17 maggio 2017. Multe da 100 e mille euro per i trasgressori. E intanto continua il braccio di ferro tra Comune e gestori dei lidi per la sanatoria

BRINDISI – Guardando alla costa, tutto resta com’è, com’era lo scorso anno e com’era ancor prima: “pericolosità geomorfologica elevata”, anche molto, lungo la litoranea essendo concreto il rischio di crollo della falesia e di conseguenza fare il bagno non è possibile, né tanto meno ci si può fermare a piedi o in auto. In caso contrario, scatta la multa che parte da cento euro per arrivare a mille.

Bagnanti a ridosso della falesiaLa mappa dei punti “neri” della litoranea di Brindisi è stata definita ieri dal Comune, con ordinanza firmata dal commissario, e vale a fa data da oggi e sino al prossimo anno (17 maggio 2017), a meno che nel frattempo non ci siano disposizioni differenti dalla Regione Puglia titolare della disciplina dell’attività balenare e dell’uso del demanio. Circostanza, allo stato dei fatti, impossibile.

I divieti riguardano le seguenti località: Canale Reale, Apani, Posticeddu, Gallico, Torre Rossa, Torre Giancola, Case Bianche, Sbitri, Punta Patedda, Betlemme-Bocche di Puglia, Materdomini, Torre Cavallo, Punta della Contessa e Cerano. Sono quindici, stanco all’elenco, in realtà si tratta della “quasi totalità della fascia” costiera, a cui fanno eccezione “modesti tratti”: è il risultato dello studio svolto dall’autorità di bacino per la Regione Puglia che ha perimetrato la fascia con la sigla “Pg3” sinonimo di “area con pericolosità geomorfologica molto elevata”. Sono stati ricompresi anche i  “tratti costieri con divieti di balneazioni per motivi igienico-sanitari”.

La deliberazione dell’Autorità di Bacino è del 7 novembre 2011 e per Brindisi è stata ritenuta ancora valida in quanto aderente alla realtà in attesa  della “rideterminazione delle perimetrazioni relative alle aree a pericolosità”. In altri termini, se da un lato è vero che sono stati avviati gli iter amministrativi per la messa in sicurezza della falesia dopo la morte del ricercatore, è altrettanto vero che non ci sono ancora le condizioni per revocare i divieti e quindi la costa rimane ancora non fruibile.

Una delle auto multate per sosta sulla falesia-2Il provvedimento è stato firmato da Castelli “preso atto dell’urgenza di tutelare l’incolumità pubblica e ribadita la sussistenza potenziale di pericoli per la sicurezza e la pubblica e privata incolumità in ragione del sopravvenire della stagione estiva che integra maggiormente il bisogno di misure cautelative”.

E’ bene, quindi, fare attenzione ai cartelli che il Comune ha già posizionato, a quelli che saranno sistemati a breve e alla segnaletica che dovranno provvedere a rendere visibili i proprietari dei lidi balneari, i quali hanno anche l’obbligo di sistemare un’adeguata recinzione.

Lungo la costa è “fatto divieto assoluto di balneazione per le persone, di accesso e stazionamento per uomini e mezzi sull’arenile, sulla falesia e lungo la fascia costiera in concessione oppure libera”.

Stabilite anche le sanzioni per i trasgressori: “cento euro per i fruitori e i bagnanti” mille euro “per i titolari di stabilimenti balneari e più in generale per i fornitori dei servizi correlati alla fruizione del bene mare, fermo restando l’eventuale rilevanza penale dei comportamenti”.

Prosegue, intanto, il braccio di ferro tra il Comune di Brindisi e alcuni titolari di stabilimenti balneari in relazione alle costruzioni realizzate in passato e ancora non demolite: alcuni hanno chiesto la sanatoria delle opere in cemento, l’Amministrazione ha rigettato l’istanza e i titolari hanno impugnato al Tar.

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