Cronaca

“Centrale Enel, paesaggio lunare”: la Provincia chiede danni per 500 milioni di euro

Oggi udienza del processo sulla dispersione delle polveri di carbone: per l'avvocato Rosario Almiento che rappresenta l'Ente, conseguenze incommensurabili sulla salute, sull'ambiente e sull'economia anche in termini di perdita di chance, soprattutto nei settori dell'agricoltura e del turismo. Chiesta anche la bonifica

BRINDISI – Conseguenze negative incommensurabili a cascata per la salute, l’ambiente e l’economia di Brindisi legate alla dispersione della polvere di carbone, usato come combustibile nella centrale di Cerano. Nessun dubbio sulla necessità di un risarcimento danni per l’avvocato Rosario Almiento che nel processo penale in corso a carico di 15 imputati ha ribadito la richiesta iniziale pari a 500 milioni di euro, presentata in nome e per conto della Provincia, costituita parte civile. E ha aggiunto la richiesta di bonifica dei terreni che costeggiano il nastro trasportatore, con ripristino dello stato iniziale dei luoghi.

Rosario AlmientoImpossibile tornare al passato, indietro nel tempo, per avere Cerano com’era una volta. Possibile e doveroso, invece, riparare alle condotte che per la Procura sono illecite e sono state contestate ai dirigenti della società, dopo un esposto presentato nell’estate del 2008 da alcuni agricoltori della zona, salvo poi chiedere la prescrizione per due dei 15 imputati in sede di requisitoria.

“Siamo di fronte a un paesaggio lunare che soffoca Brindisi”, ha detto il penalista durante l’udienza dedicata all’ascolto delle parti civili, una delle ultime  prima della sentenza che potrebbe arrivare il mese prossimo, salvo rinvii. Per questo Almiento (nella foto) ha chiesto al Tribunale, in composizione monocratica giudice Francesco Cacucci (foto in basso), la condanna di tutti gli imputati “in solido tra loro, al risarcimento ed al ristoro dei danni il cui ammontare viene prudenzialmente quantificato in 500 milioni di  euro, ovvero nella maggiore o minore somma che sarà ritenuta congrua all’esito del giudizio. Con vittoria di spese e competenze”. E ha confermato la “richiesta di emissione di provvisionale immediatamente esecutiva per la somma non inferiore a trecentomilioni milioni a carico degli imputati in solido tra loro”.

Il penalista rappresenta l’Amministrazione provinciale essendo stato nominato con delibera di Giunta il 22 agosto 2012, prima della fissazione dell’udienza preliminare, su proposta dell’allora presidente dell’Ente, Massimo Ferrarese. Nelle conclusioni, il penalista ha sottolineato “condotte illecite perpetrate ai danni del territorio e della pubblica incolumità sottesa ai cittadini della Provincia di Brindisi, nonché ai beni immobili di proprietà della medesima Provincia come le strade provinciali, delle quali prendono importanza la ‘litoranea’, che attraversa da nord a sud l’area oggetto della dispersione della polvere di carbone, correndo per lunghi tratti parallelamente all’asse attrezzato (nastro trasportatore), e la numero 87 che, nei pressi della Centrale termoelettrica di Brindisi Sud denominata Federico II, si innesta sulla litoranea nproveniente da Tuturano”.

L’avvocato ha anche ricordato che “nell’area a rischio di Brindisi, Carovigno, San Pietro Vernotico e Torchiarolo, dove vivono circa 130mila abitanti, i danni alla salute dei cittadini della Provincia di Brindisi provocati dalla dispersione della polvere di carbone comporteranno decessi, necessità di valutazione dei trattamenti più efficaci per scongiurare le patologie e i decessi, adozione di interventi di prevenzione e programmazione di spese sanitarie”.

La legittimazione alla richiesta risarcitoria sta nel fatto che “la Provincia di Brindisi è l'ente territoriale rappresentativo della collettività  provinciale, sulla base dei principi costituzionali e delle leggi della Repubblica”, “opera per la soluzione dei problemi concernenti la difesa del territorio e delle sue risorse, realizzando in via prioritaria una vasta attività di informazione, prevenzione, controllo e risanamento, allo scopo di assicurare alle future generazioni un ambiente il più possibile integro e vivibile. Non solo. La Provincia “considera il turismo fattore importante per lo sviluppo sociale ed economico della comunità provinciale”.

Il giudice Francesco CacucciMa a Brindisi la dispersione della polvere di carbone ha portato a una “contaminazione ed inquinamento dell’ambiente e del territorio”, dai quali “deriva un incommensurabile danno ambientale ed una congerie di voci di danno patrimoniale e non patrimoniale, assai difficile da delimitare e parzialmente discendenti dal medesimo danno ambientale, subiti dalla Provincia di Brindisi e dalla collettività.

“La lesione all’ambiente si accompagna alla menomazione di altri beni o interessi quali l’assetto del territorio, le risorse naturali e l’ambiente visto nel duplice profilo di valore paesaggistico-culturale e di condizione di vita salubre”, ha continuato Almiento che ha poi illustrato le ragioni della richiesta anche sul piano del danno all’immagine e perdita di chance. “Vanno intese come occasioni di sviluppo economico attraverso un’attraente immagine del territorio dal punto di vista turistico, eno-gastronomico  e culturale, in relazione al quale la Provincia di Brindisi ha pieno diritto di essere risarcita”.

La decisione spetta al Tribunale, a conclusione del dibattimento iniziato nel mese di dicembre 2012.

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