Cronaca

Sull’ultraleggero con 128 chili di marijuana, in due finiscono a processo

Tre borsoni con 120 panetti scoperti dai carabinieri: possibile guadagno di oltre 50mila euro. La difesa chiede il giudizio in abbreviato: furono arrestati dai carabinieri sulla pista di atterraggio a Costa Merlata il 24 agosto 2015

L'ultraleggero usato per il trasporto della droga, in basso il pm Valeria Farina Valaori e uno dei borsoni carichi di marijuana sequestrati dai carabinieri di Fasano

BRINDISI – Un ultraleggero di colore giallo per trasportare 128 chili di marijuana che se venduta sul mercato avrebbe garantito incassi per oltre 50mila euro: in due sono imputati con l’accusa di traffico di droga dopo la scoperta del carico sul velivolo atterrato sulla pista di Costa Merlata il 24 agosto scorso.

Il sostituto procuratore Valeria Farina ValaoriIl pm della Procura di Brindisi Valeria Farina Valaori ha chiesto il processo per Vilson  Lamaj, 27 anni, nato in Albania ma residente nel comune di San Mauro Pascoli, in provincia di Forlì-Cesena, e per Italo Loreto, 32 anni, di Napoli, il primo pilota dell’ultraleggero, l’altro alla guida del furgone nel quale avrebbe dovuto essere trasferita la droga destinata al mercato emiliano, stando alle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna e delegate ai carabinieri di Rimini e Riccione con il supporto dei militari di Fasano.

“In concorso tra loro trasportavano, cedevano e detenevano circa 128 chilogrammi di marijuana pari a 505.024,5 dosi suddivisa in 120 panetti contenuti in tre borsoni”, è scritto nel capo di imputazione.

Per Loreto, difeso dall’avvocato Laura Beltrami del foro di Brindisi, e per  il giovane Lamaj assistito dall’avvocato Maurizio Mammo di Lecce, il pubblico ministero ha chiesto il giudizio immediato, sulla base dell’evidenza della prova costituita appunto dalla scoperta di un carico di “erba” arrivata dal cielo.

Gli imputati  hanno optato per il processo con rito abbreviato, scelta che consente di ottenere la riduzione della pena di un terzo in caso di condanna, dovuta al fatto che il giudizio avviene allo stato degli atti, senza cioè la fase del dibattimento.

la droga nel borsone-2Secondo l’accusa formulata dal sostituto procuratore di Brindisi, Lamaj trasportava la marijuana sull’ultraleggero, velivolo per il quale risulta avere la patente: sarebbe partito dall’Albania, ritenuto Paese di approvvigionamento, tre giorni prima, per fare rientro in Italia con sosta intermedia nel Brindisino e più esattamente a Costa Merlata, dove c’è una pista destinata ad aerei di piccole dimensioni. Ed è qui, sulla pista, che il 24 agosto scorso, il giovane pilota ha trovato i carabinieri di Fasano, al comando del capitano Pierpaolo Pinnelli.

I militari sono entrati in azione solo dopo aver atteso che il ragazzo scaricasse i borsoni e che sulla pista arrivasse il secondo corriere, a cui sarebbe stato affidato il compito di proseguire il trasporto della sostanza stupefacente via terra, usando un furgone Nissan, in una sorta di staffetta niente affatto legale.

L’arresto con annessa contestazione è stato immediato, entrambi in carcere, la droga è stata posta sotto sequestro.

Trenta panetti erano stati insaccati in un borsone, peso complessivo pari a 32,5 chili; altri 27 in un altro borsone pesante 30 chili e altri 40 sono stati trovati all’interno di una borsa completamente avvolta nel cellophane, del peso di 42,5 chilogrammi. Sull’ultraleggero sono stati trovati altri 23 panetti.

Né il giovane di origine albanese, né l’altro hanno fornito spiegazioni in sede di interrogatorio di garanzia.  Entrambi hanno ottenuto i domiciliari.

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