Cronaca

Appalti truccati, Procura e Regione in Cassazione contro il non luogo a procedere per 13 persone

L'Azienda chiede tre milioni di euro di danno. Ricorso per le posizioni di dirigenti pubblici e manager dell'Artsana prosciolti in sede di udienza preliminare per insussistenza del fatto quanto alla frode in pubblica fornitura e perché il fatto non costituisce reato per l'abuso d'ufficio

BRINDISI – La Procura ha confermato le accuse di frode in pubbliche forniture e abuso d’ufficio con riferimento alle posizioni di alcuni dirigenti della Asl di Brindisi e dei manager della multinazionale Artsana e fatto ricorso  in Cassazione contro il non luogo a procedere del gup all’esito dell’udienza preliminare che ha portato 13 persone fuori dal processo, in corso invece per 33 imputati a Brindisi.

Il pm Giuseppe De NozzaIl pm titolare dell’inchiesta chiamata Virus, Giuseppe De Nozza (nella foto), ha impugnato il pronunciamento del giudice per l’udienza preliminare Stefania De Angelis e lo stesso ha fatto la Regione Puglia che si era costituita parte civile con l’avvocato Francesco Marzullo.

Parte civile anche la Asl di Brindisi che ha chiesto un risarcimento danni per tre milioni di euro, anche a titolo di lesione dell’immagine e della credibilità in relazione alle condotte contestate. L’istanza porta la firma dell’avvocato Claudio Mellone, nominato con delibera del direttore generale.

L’udienza davanti agli Ermellini era fissata per oggi, ma un difetto di notifica all’Azienda sanitaria locale ha portato al rinvio. E’ stata disposta l’iscrizione a nuovo ruolo.

Resta, quindi, accompagnata dal punto interrogativo la posizione di quanti hanno ottenuto il non luogo a procedere ma sono ora costretti a fare i conti con ricorso in Cassazione. Si tratta di: Renato Ammirabile per non aver commesso il fatto, Silvana Cipriani, Ciro Antonio Costantino (entrambi difesi dall’avvocato Livio Di Noi); Sonia Portoghese (avvocato Gianpaola Gambino), Antonio Perrino e Angelo Campana.

Stesso punto interrogativo per i dirigenti della multinazionale Artsana e per gli altri coinvolti nel troncone dell’appalto, per i quali  gup aveva disposto il non luogo a procedere per insussistenza del fatto in ordine alla frode in pubblica fornitura e perché il fatto non costituisce reato riguardo all’abuso d’ufficio: Claudio Annese, Marcello Annese, Ezio Gambirasio, Mario Merlo e Valentino Palamidesse, difesi dagli avvocati Vito Epifani, Gianvito Lillo, Cosimo Lodeserto, Ernesto Lanni e Gabriele Contini.

Il tribunale di BrindisiA Brindisi, invece, oggi di fronte al Tribunale in composizione collegiale è ripreso il processo nei confronti dei 33 imputati che lo stesso gup ha rinviato a giudizio sostenendo, così come il pm, l’esistenza di elementi tali da reggere l’accusa in dibattimento. Oggi è stato conferito incarico per la trascrizione delle intercettazioni chieste da accusa e difesa: sessanta giorni di tempo.

Gli imputati sono i funzionari Asl in servizio nell’area tecnica Cosimo Elmo, ex consigliere comunale di Forza Italia, già assessore ai Lavori Pubblici; Cosimo Antonio D’Elia; Armando Mautarelli; Gianluca Pisani. Nei confronti di tutti la Procura contesta la “costituzione, promozione e organizzazione” del sodalizio del quale avrebbero fatto parte anche Vincenzo Corso, il dirigente dell’Ufficio Tecnico della Asl e Antonio Ferrari, geometra dipendente della stessa Asl, nonché consigliere comunale con delega speciale, l’uno e l’altro imputati negli altri due tronconi. Imputato nel processo odierno anche Giovanni De Nuzzo, dipendente Asl, per il quale è stata esclusa l’associazione.

Sotto processo anche amministratori e legali rappresentanti di società finite sotto la lente di ingrandimento del pm Giuseppe De Nozza in relazione agli appalti aggiudicati a partire dal 2010: Vincenzo Albonico e Marisa Giampaoli, della Hc Hospital Consulting spa; Roberto Borracino della Terna Sistemi spa; Cosimo Cannone titolare della ditta omonima; Fenicia Cicerelli e Vincenzo Izzo della Alise srl; Cito Grazia della Comitex srl; Alberto Corso della Nt Italia srl (figlio di Vincenzo Corso); Massimo Cremonini della Acotex srl; Monica Crescenzo della Ferrari Costruzioni srl poi denominati Co.Ge.Pu (il cui amministratore di fatto è indicato nel consigliere comunale Antonio Ferrari); Ivo Grifoni, della Alterego Facility Management; Antonio Miglietta della EdilMiglietta srl; Giovanni Rana dell’omonima ditta; Antonio Sirema dell’omonima ditta; Vigneri Tommaso della Sved srl.

Processo dibattimentale anche per Riccardo Infante, Roberto Paini, Claudio Levorato, dirigenti e manager della Manuntecoop Facility Management spa. In elenco, inoltre: Umberto Aprile; Massimiliano Bellifante della Ecoimpianti snc; Francesco Blasi; Raffaele Buongiorno; Maria Giampaoli; Luigi Marasco; Paolo Minoia; Giancarlo Nuzzaci della Ecoimpianti; Brenno Peterlini del Cns Consorzio Nazionale servizi; Antonio Piro; Cosimo Saracino;

L'ex ospedale Di SummaTra le gare finite nei capi d’imputazione ci sono quella per la ristrutturazione di alcuni locali dell’ex Di Summa (nella foto) per la realizzazione della Cittadella della Salute per 552.571,84 euro, per l’ampliamento dell’edificio adibito a radioterapia e adeguamento funzionale del centro grandi ustionati del Perrino per1.043.238. E ancora i lavori per ristrutturare il padiglione San Lorenzo per la realizzazione di ambulatori della medicina del territorio presso il vecchio Di Summa per 409.081 euro, per l’adeguamento del Melli di San Pietro Vernotico per 191.160 euro e per la fornitura di attrezzatura per il blocco operatorio e poi per la messa a norma della palazzina di via Taranto a Brindisi per 202.144.

Chi materialmente si “adoperava per la manomissione delle buste contenenti le offerte presentate dalle imprese” era Giovanni Borromeo. Quest’ultimo è stato condannato anche in appello alla pena di tre anni e dieci mesi, in abbreviato.

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