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Tributi, il Comune chiede mezzo milione di euro alla Gestor

“Crediti mai pagati dall’ex concessionario”: riparte davanti al Tribunale di Bari il contenzioso dopo la pronuncia della Cassazione che ha accolto il ricorso dell’Ente. L’Amministrazione ha ottenuto l’ammissione allo stato passivo del fallimento della società

BRINDISI  - Comune di Brindisi e Gestor di nuovo contro, separati da mezzo milione di euro: l’Amministrazione rivendita il pagamento di crediti dall’ex concessionario dei tributi, dopo il fallimento e ha ottenuto pronuncia favorevole dalla Corte di Cassazione dopo essere stata esclusa dall’insinuazione al passivo. La pronuncia è della Sesta sezione civile (presidente Vittorio Ragonesi) ed è stata depositata lo scorso 21 dicembre, in accoglimento di uno dei motivi presentati dall’avvocato Francesco Trane per conto del Comune. La curatela fallimentare della società Gestor spa era rappresentata dall’avvocato Ornella Latartara.

La ex sede GestorIl nodo che resiste nel tempo risale al 2011, anno in cui l’Ente propose istanza al Tribunale di Bari per l’ammissione dei crediti legati a imposte e tasse non riversate, al passivo fallimentare. Il giudice rigettò. Da qui la decisione di proporre opposizione, avvenuta l’anno successivo, quando il Comune era sotto gestione commissariale. Dal Tribunale arrivò un nuovo rigetti con condanna al pagamento delle spese di lite. “Non condividendo le motivazioni e le conclusioni espresse nel decreto, l’Amministrazione con delibera del 7 maggio 2014, stabiliva di proporre ricorso in Cassazione”. E qui, le ragioni dell’Ente hanno trovato riconoscimento perché la Corte ha “cassato il decreto e rinviato, anche per le spese, al Tribunale di Bari” che dovrà pronunciarsi in diversa composizione. Accanto all’avvocato Trane, ci sarà Monica Canepa, altro legale interno di Palazzo di città, nominato dalla Giunta per la riassunzione del giudizio di insinuazione dei crediti vantati dal Comune.

La somma esatta ammonta a 544.250 euro e 46 centesimi “in larga parte basata sul lodo arbitrale impugnato davanti alla Corte d’Appello”. Storia vecchia che risale al 23 dicembre 2009 e che rimanda al ritardo nel riversamento delle somme incassate da Gestor in nome e per conto del Comune, motivazione che portò a troncare il contratto prima del tempo riuscendo comunque a incassare a rate 14 milioni di euro. Resta in piedi anche la questione della banca dati, la cosiddetta anagrafe dei contribuenti, finita in tribunale dove è stato incardinato il processo per peculato, dopo la denuncia sporta dall’ex sindaco Domenico Mennitti.

La pubblica accusa è rappresentata del sostituto Valeria Farina Valaori, secondo la quale “Gestor trattenne in maniera indebita i dati relativi alle posizioni dei contribuenti residenti a Brindisi, sia in forma cartacea che su supporto informatico, raccolti in sette anni di gestione del servizio, e per questo ha ottenuto il rinvio a giudizio di Gianfranco Froio,  alla guida della Gestor nel periodo di tempo compreso fra agosto e dicembre 2008, incarico per il quale è stato coinvolto, due anni fa, nella maxi inchiesta – su scala nazionale – per presunti ammanchi accumulati della società ai danni di diversi Comuni italiani, in nome e per conto dei quali avveniva la riscossione di imposte e tasse (quella che ha portò ai domiciliari l’allora numero uno di Tributi Italia, Giuseppe Saggese).

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