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Cronaca

Sacra Corona Unita e pax tra clan: undici condanne e due assoluzioni in Appello

Due anni al pentito Sandro Campana. Il fatto non costituisce reato per Maddalena Micelli e Angelo Ostuni, genitori di Diego Ostuni per il quale la Corte ha confermato otto anni di reclusione come affiliato ai mesagnesi dopo aver rotto con lo zio Teodoro Ostuni

BRINDISI – L’accusa di aver fatto parte della Sacra Corona Unita mossa dalla Dda, partendo dall’omicidio di Antonio Santoro, ancora senza colpevoli, è stata confermata dalla Corte d’Appello di Lecce nei confronti di undici imputati, a partire dal pentito Sandro Campana, sui tredici finiti a processo dopo aver optato per l’abbreviato. Assolti solo Maddalena Micelli e Angelo Ostuni, difesi dall’avvocato Mauro Durante, per i quali è caduta l’accusa di concorso esterno inizialmente mossa in relazione al rapporto con il figlio Diego Ostuni, ritenuto invece parte del sodalizio e condannato a otto anni di reclusione.

Il palazzo di giustizia di Lecce

La sentenza

Il verdetto di secondo grado è stato pronunciato nel pomeriggio di oggi, 20 novembre 2017, dalla Corte salentina e conferma, quindi, l’esistenza dell’associazione di stampo mafioso nel Brindisino, svelata dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, sotto la voce “Pax” per evidenziare un periodo di pace tra le varie anime allo scopo di evitare ingerenze delle forze dell’ordine. L’ordinanza di arresto, delegata per l’esecuzione agli agenti della Mobile di Brindisi, venne eseguita all’alba del 14 dicembre 2014.

Il pentito

La moto sequestrata a Sandro CampanaA distanza di pochi mesi dall'arresto Sandro Campana, fratello di Francesco, considerato a capo della frangia dei tuturanesi, chiese di parlare con i magistrati. E iniziò a collaborare. In virtù delle sue dichiarazioni, confluite anche in altri processi, come quelli per omicidi a carico del fratello, Campana è stata riconosciuto credibile e per questo è stato ammesso ai benefici della collaborazione ottenendo un taglio della pena: due anni di reclusione, stando al dispositivo della sentenza della Corte d’Appello, con la quale è stata confermata la pronuncia del gup, così come aveva chiesto il procuratore generale a conclusione della sua requisitoria. Revocata la sorveglianza speciale, trattandosi di un collaboratore di giustizia. (Nella foto accanto la moto sequestrata a Campana il giorno dell'arresto).

Le assoluzioni

Due sole eccezioni rispetto alla sentenza di primo grado perché, come si diceva, la Corte ha assolto i genitori di Diego Ostuni, aderendo alla richiesta presentata dall’avvocato Durante nel corso della sua arringa. Il gup aveva condannato entrambi alla pena di tre anni e quattro mesi sostenendo che fossero legati al figlio e che per conto di questi diffondessero direttive. Per le motivazioni bisognerà aspettare il termine di 90 giorni.

Le condanne

Diego OstuniLa Corte ha confermato le condanne: Pia Romano, a cinque anni di reclusione. E’ la moglie di Antonello Raffaele Gravina, imputato in un altro troncone e, a sua volta, fratello del pentito Francesco Gravina, alias il Gabibbo, nonché madre di Gianpaolo Gravina. Quest’ultimo è stato condannato a sei anni di reclusione.

Pena rideterminata per Raffaele Gravina, zio di Gianpaolo Gravina,  a cinque anni, sei mesi e venti giorni, a fronte degli otto anni e quattro mesi. Confermata la pena di otto anni e quattro mesi per Teodoro Ostuni.

Otto anni per Diego Ostuni (foto accanto), il quale – secondo l’accusa – avrebbe a un certo punto “preso le distanze dallo zio Teodoro Ostuni  per affiliarsi e far affiliare altri al cosiddetto clan dei mesagnesi”. Le affiliazioni sarebbero avvenute nel carcere di Lecce e avrebbero riguardato: Cristian Ostuni, Antonio Ostuni e Diego Guttagliere, passati “a carico di Antonello Raffaele Gravina”, secondo quanto sostenuto dai pm della Dda. Per tutti è stata confermata la condanna a quattro anni e otto mesi. Sei anni di reclusione, infine, sono stati confermati per Damiano Bello, con l’esclusione della recidiva, e per Francesco Lazzaro.

Nel collegio difensivo, gli avvocati: Albino Quarta, Laura Beltrami, Marianna Laguercia, Elvia Belmonte, Davide Di Giuseppe, Amilcare Tana e Mauro Durante.

L’omicidio

Le indagini partirono dall’omicidio di Antonio Santoro, scomparso a 30 anni, il 13 marzo 2008: i resti furono ritrovati, per caso, all’interno di una cavità ipogea in agro di Brindisi, in località Badessa nei pressi dell’omonima masseria, il 26 novembre 2011. Ma quell’esecuzione ad oggi resta un mistero perché non sono stati arrestati i mandanti e i killer. Non è escluso che Sandro Campana e prima di lui gli altri pentiti, abbiano parlato del delitto e che quel che hanno riferito è stato secretato in attesa di ottenere riscontri.

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