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"La violenza non è amore”, una panchina in ricordo di Noemi Durini

La cerimonia di inaugurazione si è svolta nella mattinata di oggi, lunedì 11 marzo, alla presenza della mamma della 16enne, Imma Rizzo presidente dell’associazione Casa di Noemi

SAN PIETRO VERNOTICO – Una panchina rossa dedicata a Noemi Durini, la 16enne di Specchia (Le) uccisa dal fidanzato a settembre del 2017 e per ricordare tutte le vittime di violenza è stata installata davanti all’ingresso della sede sampietrana dell’Iiss De Marco-Ferraris-Valzani, in viale Degli studi.

La cerimonia di inaugurazione si è svolta nella mattinata di oggi, lunedì 11 marzo, alla presenza della mamma della 16enne, Imma Rizzo presidente dell’associazione Casa di Noemi. Sulla panchina sono affisse due targhe, su una si legge: “In memoria di Noemi Durini e di tutte le donne vittime di femminicidio”. Sull’altra, invece, “La violenza non è amore”.

E quest’ultima frase è stata il centro di un dibattito che ha preceduto l’inaugurazione della panchina rossa, svoltosi nell’auditorium dell’istituto superiore dove hanno partecipato alcune classi con i docenti. I valori, il rispetto delle persone e delle regole, la non violenza, l’educazione sono i temi trattati da tutti i relatori. 

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Tamara De luca, esperta di cyberbullismo e promotrice dell’evento insieme a Tiziana Presicce presidente dell’associazione Astrea, Salvatore Manno, criminologo, Tiziana Cecere (avvocato) e Marco Magliozzi psicologo, membri dell’associazione Fermiconlemani e la stessa mamma di Noemi, hanno dialogato con i giovani studenti portandoli a riflettere sulla violenza di genere e sulle dinamiche affettive dei giovani.

All’incontro era presente anche la vice sindaca del Comune di San Pietro Vernotico, Giuliana Giannone, anche assessore ai Servizi sociali, che ha colto l’occasione per annunciare che l’amministrazione ha partecipato a un bando per aprire un centro Antiviolenza a San Pietro “Per cercare di alleviare quelli che sono i postumi delle violenze subite. Purtroppo nonostante tutte le iniziative di sensibilizzazione su questo tema, questi episodi invece di diminuire aumentano, per questo l’amministrazione accoglie e supporta tutte queste manifestazioni che invitano al rispetto della donna e delle persone in generale, perché ci sono tanti tipi di violenze, anche nelle scuole, sottoforma di bullismo, ad esempio, o violenza psicologica”.

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Ha preso la parola anche la nuova assistente sociale e dirigente del settore Servizi sociali del Comune di San Pietro Vernotico, Maria Grazia De Rinaldis che si è detta onorata di essere stata inviata all’incontro “Se i delitti sono quasi all’ordine del giorno è perchè purtroppo si parla sempre troppo poco di violenza di genere soprattutto con i ragazzi. I numeri sono sempre tanti. L’impegno da parte dei sevizi c’è sempre ma il problema della violenza è anche che poco viene comunicato, poco giunge a servizi. Perché la donna vittima di violenza ha sempre paura di chiedere aiuto. Sensibilizzare i ragazzi è una delle iniziative migliori perché i cambiamenti devono sempre partire dalle scuole, dai ragazzi, anche dalla famiglia ma la scuola ha un ruolo fondamentale in tutto questo. Purtroppo tutti i cambiamenti del codice civile sono venuti solo in risposta ai delitti, quindi ben vengano queste iniziative di sensibilizzazione alla non violenza”.

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Parlando di numeri, l’ispettore Manno, che ha presentato il Progetto Liana (Linea interattiva assistenza nazionale antiviolenza) ha ricordato che in Italia c’è un femminicidio ogni 72 ore. Con il progetto Liana è stato istituito un database in cui polizia e carabinieri (che tra l’altro dall’8 marzo scorso utilizzano un protocollo comune quando le pattuglie intervengono nei casi di violenza di genere, violenza domestica e stalking) inseriranno tutti gli interventi effettuati nei casi di violenza di genere anche quando non c’è denuncia o querela. Questo permetterà di verificare nell’immediatezza se nella stessa abitazione sono già stati effettuati interventi dello stesso genere.

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“Le donne hanno sempre paura a denunciare perché non si sentono tutelate ma oggi la donna è tutelata a 360 gradi, perché c’è tanta collaborazione tra le procure e le forze di polizia, si sta lavorando molto affinché queste cose non accadano”.

La mamma di Noemi Durini, invece, ha esortato i giovani a non essere mai violenti e ad amare la vita incondizionatamente proprio come faceva sua figlia, sempre pronta ad aiutare il prossimo, “Anche se proprio amare incondizionatamente a lei è costata la vita. Io sono in mezzo a voi perché per me è come vedere Noemi e questo mi riempie il cuore. Raggazzi ricordatevi di amare la vita, perché la vita è bella e va vissuta senza dipendenze”.

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