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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

“Scafisti per una volta”: brindisini condannati a cinque anni

Antonio Olimpio e Francesco Tassone accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: furono arrestati il 2 giugno 2016

BRINDISI – Condanna a cinque anni di reclusione con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per i brindisini Antonio Olimpio e Francesco Tassone, a distanza di poco più di un anno dagli arresti avvenuti per mano dei finanzieri del Roan di Bari, al largo della costa di Otranto.

Il gup del Tribunale di Lecce, competente per territorio, ha affermato la colpevolezza di entrambi a conclusione del processo con rito abbreviato chiesto dal difensore, Cosimo Luca Leoci del foro di Brindisi, dopo aver ottenuto i domiciliari per tutti e due. Il pubblico ministero aveva chiesto per entrambi la condanna alla pena di sei anni e quattro mesi. Il penalista ha già anticipato la volontà di ricorrere in Appello.

I due imputati, residenti a Brindisi, 48 ore dopo essere finiti in carcere, affrontarono l’interrogatorio per la convalida dell’arresto, davanti al giudice per le indagini preliminari, e spiegarono la ragione per la quale decisero di diventare “scafisti per una volta”. “Eravamo disperati perché senza lavoro”, dissero. “Dovevano trasportare dieci immigrati con la promessa che ci avrebbero pagato solo dopo, a operazione conclusa”.

Furono sorpresi su uno scafo in vetroresina di circa sette metri, con un potente motore da 150 cavalli. Ad intercettarli fu una vedetta veloce della Fiamme gialle a breve distanza dalla costa nella zona di Orte, mentre stava raggiungendo la terra. A bordo c’erano dieci migranti, otto fra uomini e donne di nazionalità somala e due uomini siriani. Tutti in buone condizioni di salute.



 

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