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Scu, omicidio Presta: il Riesame conferma il carcere per Solazzo

L’indagato è ritenuto l’esecutore materiale. Resta in cella il fratello, annullamento invece per sei brindisini arrestati il 19 settembre scorso

BRINDISI – Resta in carcere con l’accusa di essere stato il killer di Antonio Presta, freddato a San Donaci nel 2012: il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso presentato per Carlo Solazzo (nella foto in basso), arrestato il 19 settembre scorso, nell’inchiesta Omega bis, sulla esistenza di una frangia della Sacra Corona Unita, rimasta attiva nei territorio tra San Donaci, Cellino San Marco e San Pietro Vernotico. Solazzo era stato scarcerato dal Riesame il 10 gennaio, dopo l'arresto eseguito dai carabinieri il 12 dicembre, sempre sotto la voce Omega Bis.

Carlo Solazzo-2Il collegio in funzione di Tribunale della Libertà ieri ha rigettato l’istanza presentata e discussa dall’avvocato Stefano Prontera, difensore dell’indagato, accusato di aver fatto parte della Scu, l’associazione di stampo mafiosa, che – secondo l’impostazione della Dda di Lecce – avrebbe controllato e gestito il traffico di droga.

Stando all’accusa, avrebbe agito per vendetta assieme a un'altra persona che, al momento, resta senza nome.  “Antonio Presta, unitamente alla sorella Daniela e  con l’avallo del convivente di quest’ultima, Pietro Solazzo, in quel periodo detenuto, stavano assumendo un ruolo di primo piano  tentando di scalzare Carlo Solazzo, fratello di Pietro”, quest’ultimo considerato a “capo di una compagine criminale dedita allo spaccio a Cellino”. Il 15 agosto 2012 “Antonio Presta assieme a Daniela, incendiarono un’abitazione di Carlo Solazzo, approfittando dell’assenza della famiglia. In un contesto simile è maturata la volontà di uccidere.

Pietro SolazzoLe indagini hanno portato a galla due gruppi inseriti in contesti di stampo mafioso, riconducibili a Pietro Soleti di San Donaci e ai fratelli Carlo e Pietro Solazzo di Cellino (foto accanto), alias cacafave. La situazione ha iniziato a cambiare in seguito alla scarcerazione di Pietro Solazzo, nel febbraio 2013, con screzi tra fratelli, messi a tacere per non far saltare gli equilibri. Stessa strategia è stata adottata guardando all’altro gruppo, quello dei sandonacesi, sino ad arrivare al mutuo soccorso che avrebbe garantito a entrambi la sopravvivenza al riparo dalle azioni degli uomini delle forze dell’ordine, considerati nemici comuni. Il Riesame ha respinto il ricorso anche per Pietro Solazzo, difeso dall’avvocato Stefano Prontera. Il penalista presenterà ricorso in Cassazione tanto per Pietro Solazzo che per Carlo Solazzo.

Vito Conversano-2E’ stato, invece, accolto il ricorso per Vito Conversano (foto al lato destro), difeso dall’avvocato Marcello Pennetta: l’ordinanza di arresto è stata annullata come chiesto dal legale. Nei confronti dell’indagato è stata mossa l’accusa di aver fatto parte della Scu, come affiliato di Pietro Soleti. Resta in carcere per scontare una condanna diventata definitiva.

Matteo Moriero-2Annullamento anche per Matteo Moriero (foto a sinistra), difeso dagli avvocati Samuel Politi e Michela Tramacere: è considerato uno degli aderenti all’associazione finalizzata al traffico di droga.

Il Tribunale del Riesame di Lecce, inoltre, ha annullato l'ordinanza di arresto per Saverio Rizzo, indagato per associazione di stampo mafioso. Il collegio ha accolto il ricorso dell'avvocato Ivan Feola e ha disposto la scarcerazione di Rizzo.

Sono stati discussi, sempre nella giornata di ieri i ricorsi per gli indagati: Vito Braccio, accusato di narcotraffico; Luca Goffredo, ritenuto un affiliato alla Scu; Davide Goffredo, il fratello, sotto inchiesta per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Per tutti e tre l'ordinanza di custodia cautelare è stata annullata, in accoglimento del ricorso discusso dall'avvocato Giuseppe Presicce del foro di Lecce. Di conseguenza sono stati rimessi in libertà. Luca Goffredo resta in carcere essendo detenuto per altro. Istanza accolta in parte per Massimiliano Pagliara, difeso dagli avvocati Giuseppe Presicce e Francesco Cascione: in questo caso i giudici hanno confermato il provvedimento di arresto in relazione all'accusa di associazione mafiosa, mentre è caduta la contestazione mossa rispetto al narcotraffico.

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