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Cronaca

In sei tacciono davanti al gip. "Scarcerate la Niccoli"

Oggi no comment per i gemelli Polito, Reho, Grassi, Franchin e Cigliola. L'accusa per tutti è di aver fatto parte del "clan dei mesagnesi della Sacra Corona Unita" di Vitale-Pasimeni-Vicientino e Penna, quest'ultimo pentito, il primo a svelare i segreti del sodalizio

BRINDISI – Giornata di silenzio davanti al gip per sei degli indagati arrestati martedì scorso nell’inchiesta The beginners coordinata dalla Dda di Lecce sull’esistenza di un’articolazione della Sacra Corona Unita a Brindisi città, riconducibile al “gruppo dei mesagnesi”.

Antonio Grassi-2Questa mattina si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i fratelli gemelli Mario e Alfonso Polito, Andrea Reho, Antonio Grassi, Francesco Franchin, tutti detenuti a Brindisi. La stessa scelta è stata maturata da Aldo Cigliola, quest’ultimo ristretto nel carcere di Bari. Gli interrogatori di garanzia si sono svolti per  rogatoria, dal momento che a firmare per l’arresto è stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò.

I brindisini hanno preferito, al momento, avvalersi del silenzio davanti alle contestazione mosse nel provvedimento di arresto eseguito dagli agenti della Squadra Mobile di Brindisi, diretti da Alberto Somma. Ma va precisato che Reho ha consegnato al gip di Brindisi Paola Liaci la sua professione di innocenza sotto forma di dichiarazioni, spiegando di aver parlato al telefono con amici di infanzia oppure conosciuti tra i rioni Sant’Elia, Perrino e Paradiso.

Aldo CigliolaLa difesa affidata agli avvocati Laura Beltrami per Reho, Cinzia Cavallo per Grassi, Polito e Franchin e a Simona Cuomo per Cigliola, procederà con il ricorso al Tribunale del Riesame, puntando sia sulla non attualità delle esigenze cautelari che sui gravi indizi di colpevolezza: secondo i difensori non possono essere ritenuti concreti e attuali i pericoli di reiterazione del reato, inquinamento delle prove e di fuga, né tanto meno ci sarebbero elementi in base ai quali affermare l’appartenenza al sodalizio di stampo mafioso.

Nella giornata odierna la penalista Cinzia Cavallo ha depositato istanza con richiesta di annullamento o attenuazione della misura cautelare per Tamara Niccoli, brindisina, incensurata, ritenuta dalla Dda cassiera del gruppo per conto del compagno Luca Ciampi, considerato a capo dei ragazzi del capoluogo e in collegamento con Tobia Parisi, mesagnese, rimasto al vertice del clan a cui apparteneva Ercole Penna diventato collaboratore di giustizia a novembre 2010, dieci giorni dopo essere stato arrestato nel blitz chiamato Calypso.

Tamara Niccoli-2La ragazza ha respinto l’accusa nel corso dell’interrogatorio di ieri. E’ ristretta nel braccio femminile del carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. L’altra donna ad essere stata arrestata è Veronica Girardo, moglie di Parisi, a cui la Dda contesta un ruolo di primo piano nelle estorsioni per la gestione dei parcheggi delle discoteche del Brindisi, tra cui Poison, Aranceto e Mashad.

Tra i reati cosiddetti fine, quelli cioè a cui sarebbe stata finalizzata l’associazione per delinquere di stampo mafioso, i magistrati della Dda, Alberto Santacatterina e Valeria Farina Valaori applicato della Procura di Brindisi, hanno contestato – in aggiunta alle estorsioni  - il traffico di sostanze stupefacenti e i danneggiamenti. Avendo anche ampia disponibilità di armi. Domani è l’ultima giornata di interrogatori e sarà la volta dei presunti capi Parisi, ristretto a Taranto, e Ciampi detenuto a Foggia.

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