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Rapina all’ufficio postale nel Torinese, brindisino condannato

Torna in carcere Gianluca Calabrese: sentenza definitiva, deve scontare quattro anni e cinque mesi. Bottino pari a 1.550 euro. Venne arrestato in flagranza di reato il 16 novembre 2013 assieme a Francesco Balestra e Roberto De Paola. L’altro ieri riconosciuti colpevoli anche di colpi nei supermercati di Rimini

BRINDISI – Sentenza di condanna definitiva per la rapina nell’ufficio postale di Caselle Torinese da 1.550 euro risalente a tre anni fa e ordine di carcerazione: Gianluca Calabrese, 41 anni, nato e residente a Brindisi, è stato arrestato dai carabinieri per scontare la pena di quattro anni e cinque mesi, diventata irrevocabile dopo la pronuncia della Corte d’Appello di Torino.

Gianluca Calabrese-2-2-3Calabrese (nella foto) aveva ottenuto i domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sulle rapine in trasferta a Rimini lo scorso mese di dicembre, inchiesta che ha portato al processo arrivato a sentenza di primo grado l’altro ieri. I militari lo hanno raggiunto nella sua abitazione per notificare e dare esecuzione all’ordine di carcerazione alla vigilia di Pasqua.

Il pronunciamento dei giudici di Torino per la rapina all’ufficio postale è diventato definitivo il  20 marzo 2015: il brindisino è stato riconosciuto colpevole del colpo consumato il 16 novembre 2013 in concorso con Francesco Balestra e Roberto De Paola, tutti arrestati in flagranza di reato dagli agenti della sezione Volanti di Torino.

Calabrese è il primo al quale è stato notificato l’ordine di carcerazione per quel colpo avvenuto nella filiale di Poste italiane di via Gibellini, a Caselle Torinese, ricostruito sulla base delle testimonianze rese dai dipendenti. 

I tre minacciarono gli addetti agli sportelli  con due pistole, una delle quali si  scoprì successivamente, era una giocattolo, una fedele riproduzione di un'arma semiautomatica. L’altra  era un  revolver giocattolo,  modificato per essere funzionante: la polizia trovò all'interno del tamburo un proiettile calibro 38 inespoloso.

I brindisini scavalcarono il bancone, presero il denaro dalle casse per un totale di 1550 euro, fuggirono a bordo di una Fiat Punto parcheggiata nelle vicinanze, di colore nero.

Una delle rapine messe a segno dalla banda-2-2-3La stessa utilitaria è stata usata dai tre per spostarsi a Rimini e prendere di mira supermercati a marchio Conad e Crai, nello stesso periodo di tempo, tanto che la Procura aveva contestato nei confronti di Calabrese, Balestra e De Paola, l’associazione per delinquere finalizzata al compimento di una serie di reati, tra rapine e furti in trasferta, contando sull’aiuto di riminesi che sarebbero stati conosciuti da De Paola, l’unico a essersi trasferito in Emilia Romagna.

Per questi colpi furono arrestati l’8 aprile 2015, su ordinanze ottenute dalla Procura di Rimini, nell’ambito dell’inchiesta chiamata Black Car, proprio partendo dal colore dell’utilitaria ripresa dalle telecamere del sistema di videosorveglianza dei supermarket. Il primo elemento utile per le indagini che poi sono state girate agli agenti della Mobile di Brindisi, diretti da Alberto Somma, i quali hanno dato un nome ai volti che a malapena si vedevano nelle immagini perché i rapinatori avevano il passamontagna o il cappuccio .

I tre l’altro ieri sono stati condannati dal Tribunale di Rimini, al termine del processo con rito abbreviato: sei anni, undici mesi e dieci giorni sono stati inflitti a Gianluca Calabrese, 41 anni (difeso dall’avvocato Luca Leoci), e a Francesco Balestra, 35 (avvocato Laura Beltrami), entrambi residenti  Brindisi, e sei anni e venti giorni sono stati inflitti a Roberto De Paola, 36, (avvocato Monica Cappellini).

Per tutti è stata riconosciuta la continuazione con la rapina nell’ufficio postale di Torino ed è stata esclusa l’esistenza dell’associazione per delinquere come sostenuto dai difensori.

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