Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Settanta anni di matrimonio e non sentirli: Elio e Concetta sposi dal 1946

A Brindisi nozze di ferro per due ragazzi di 90 e 87 anni: hanno nove figli, 18 nipoti e altrettanti pronipoti. Tutto iniziò da uno sguardo in via Appia, lei aveva un cappotto di colore verde, poi la "fuitina" dopo la Guerra, la vita nel presidio di via dei Mille e la casa comunale al rione Paradiso.

BRINDISI – Settanta anni di matrimonio e guardarsi come il primo giorno, stringersi la mano come fidanzatini. Nozze di ferro, dicono, amore vero, autentico, di quelli preziosi perché resistono alle intemperie della vita, persino alla Guerra, e oggi sono rari. Ma il sentimento che lega per “sempre” c’è: Elio Zullino e Concetta Cristofaro, nati e residenti a Brindisi, ne sono la prova.

sposi foto vecchia-3Domani, domenica 10 aprile, nel salotto della loro abitazione, festeggiano 70 anni insieme. Pensare che tutto iniziò da uno sguardo: lui la vide passeggiare in via Appia, colpo di fulmine, aveva un cappottino di colore verde, i capelli lunghi sulle spalle e un sorriso disarmante. Lui è un ragazzo che nello stesso giorno dell’anniversario di nozze spegnerà 90 candeline, lei di anni ne ha 87 (nella foto accanto il giorno delle nozze).

Da quel giorno del lontano 1946 hanno camminato mano nella mano, attraversando anche la storia di Brindisi, raccontata dalla fame dopo il secondo conflitto mondiale. Ma mai, neppure una volta, hanno pensato di dire basta. Eppure litigano sempre, esattamente come 70 anni fa, quando erano ragazzini.

“Il loro motto è l’amore non è bello non è litigarello, ma prima di andare a dormire hanno sempre fatto pace”, dicono in famiglia. Famiglia numerosa di quelle che non ci sono più: nove figli venuti al mondo in pochi metri quadrati, quelli del vecchio presidio di via dei Mille. Ci sono Lina 69 anni, Rosa 67, Pietro 65, Paolo 61, Marisa 59, Giancarlo 58, Brunella 55 e Cristiana, 48 anni. Aldo, purtroppo, è venuto a mancare ma da lassù vede tutto e tutti e sicuramente sorriderà nel vedere i suoi genitori punzecchiarsi tra la cucina il soggiorno, come quando lui era ragazzino. Avrebbe compiuto 64 anni. Il destino ha voluto altro. Ed è stato un dolore per tutti, superato grazie al calore che solo una grande famiglia può dare, con abbracci che valgono molto più di mille parole perché Elio e Concetta sono il porto sicuro per tutti. Anche per le nuove generazioni.

sposi famiglia-3Sono nonni di 18 nipoti e sono diventati bisnonni di altrettanti pronipoti. “Quando siamo a pranzo tutti assieme arriviamo anche a 50”, racconta lei, nonna Tetta, la chiamano. A Pasqua le sedie non bastavano, sono arrivate una dopo l’altra e c’è stato posto per ognuno attorno al tavolo del soggiorno che in passato diventava la cameretta dei ragazzi, assieme alla cucina. Via il tavolo, si facevano i letti. Al mattino, si smontavano e si faceva colazione, poi di corsa tutti a scuola mentre Elio andava a lavorare. E’ stato per anni usciere del Comune di Brindisi. Tetta alle prese con la spesa, la cucina, i lavori domestici, attentissima a far quadrare i conti e a portare in tavola piatti caldi.

Anche ora che gli acciacchi si fanno sentire, non c’è domenica in cui nella cucina che si affaccia in una delle piazze del rione Paradiso, non si senta il profumo del sugo, condito dalle parole di Elio che qui a casa chiamano “rusicone”. Il motivo? “Brontola sempre”, risponde lei, mentre il suo lui sorride. “E’ così da quando ci siamo conosciuti una vita fa”. “Ma non è vero”, ribatte Elio. “Quanto pane prendo per oggi a pranzo?”, chiede mentre arrivano i nipoti che chiedono ai nonni di fare un selfie e poi si mettono a sfogliare le foto raccolte da Tetta ed Elio.

Nell’album dei ricordi c’è quella che li ritrae giovanissimi il giorno delle nozze: “Quanto tempo è passato”, dice lei. E lui: “E che te lo doveva dire”, ribatte lui. “E’ sempre così”, dicono le figlie. Elio ancora si ricorda come era vestita Concetta, ricorda anche che i genitori della ragazza che gli aveva rubato il cuore non la lasciavano uscire e quindi non poteva fare altro che aspettare lì in strada. Un giorno non ce la fece più, andò dai genitori di Tetta e si dichiarò, ma lei era una ragazzina di 16 anni appena.

“Facemmo la fuitina”, raccontano. “Ci sposammo nel giro di poco e arrivammo in chiesa in carrozza, altro che i matrimoni di oggi”. Non erano tempi per feste e ricevimenti: “Preparammo pasticcini e rosolio”. Questo il menu delle nozze. “Com’eravamo belli”, dice lei che nonostante le intemperie ha sempre mantenuto il sorriso.

“Ci sono stati gli anni dopo la guerra in cui non c’erano soldi e si soffriva la fame, ma noi siamo stati fortunati perché siamo riusciti ad andare avanti: è successo che per mangiare io e mio marito abbiamo lavato il pane un po’ ammuffito che veniva lasciato dagli americani. Lasciavamo quello fresco ai nostri figli”.

sposi 50 anni-3La festa con pranzo e musica è arrivata molto tempo dopo, ai 50 anni di matrimonio, nozze d’oro: cerimonia nella chiesa del rione Paradiso, gli sposi emozionati sull’altare al momento dello scambio degli anelli e la voce tremante per l’emozione. Il ricevimento al ristorante è stato regalato dai figli. Elio e Tetta hanno pronunciato di nuovo “sì”, sì per tutta la vita. Una vita iniziata 70 anni fa, un amore che resiste, una storia per sempre. Passando da oggi.

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