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Sgravi fiscali inesistenti: ragioniera ai domiciliari, indagati 14 imprenditori

Notificati gli avvisi di conclusione delle indagini delegate alla Guardia di Finanza di Francavilla Fontana: misura cautelare per Maria Rosella, restano a piede libero gli imprenditori edili. Rischiano tutti il processo con l'accusa di indebite compensazioni, per non aver versato somme dovute, utilizzando crediti inesistenti

FRANCAVILLA FONTANA – Una ragioniera ai domiciliari e 14 imprenditori edili a piede libero nell’inchiesta della Guardia di Finanza di Francavilla Fontana su reati tributari: sono accusati di “indebita compensazione” perché non avrebbero versato somme dovute nei periodi di imposta, utilizzando crediti non esistenti per un ammontare superiore alla soglia di 50mila euro.

Il pm Valeria Farina ValaoriGli avvisi di conclusione delle indagini portano la firma del sostituto procuratore Valeria Farina Valaori che ha chiesto e ottenuto l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare, ai domiciliari, per Maria Rosella, ragioneria con “compiti di consulenza fiscale e tenuta delle scritture contabili” per una serie di imprese e società cooperative che operano nel settore dell’edilizie. Tutte con sede legale nella Città degli Imperiali.

Secondo l’accusa, “in concorso tra loro”, la professionista francavillese i titolari delle imprese e delle coop, “per gli anni di imposta 2014, 2015 e 2016 non versavano le somme” e procedevano con una compensazione di crediti non esistenti. Più esattamente, indicavano con “codice di tributo 6700 corrispondente al credito d’imposta, incentivi per le medie e piccole imprese oppure usavano il codice tributo 2300 Ires saldo. Gli importi contestati, in alcuni casi, avrebbero superato anche l’asticella corrispondente a 150mila euro in un anno.

La ragioniera, difesa dall’avvocato Cataldo Montanaro, avrà modo di chiarire la sua posizione nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip del Tribunale di Brindisi, Paola Liaci. Gli indagati a piede libero sono assistiti dai penalisti Domenico Attanasi, Pasquale Annicchiarico, Augusto Orlando, Leonardo Andriulo, Marcello Di Summa e Francesca Conte.

I difensori hanno venti giorni di tempo per presentare memorie oppure chiedere l’interrogatorio, nel caso in cui lo ritengano opportuno. Alla scadenza del termine, il pm deciderà se esercitare o meno l’azione penale con la richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale.

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