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Taf pneumatici, la Procura contesta anche il cambio dei giudici

Dagli atti dell’inchiesta emerge la sostituzione di un componente del collegio del Tribunale di Brindisi che omologò il concordato preventivo. Il pm ha proposto reclamo

BRINDISI – Ci sarebbe un altro tassello oggetto di approfondimento nell’inchiesta sulla Taf pneumatici e sulla procedura concorsuale ottenuta dalla società di Ceglie Messapica per evitare il fallimento: dagli atti delle indagini risulta anche la sostituzione di uno dei giudici del collegio che lo scorso anno omologò il concordato preventivo, dopo l’iniziale riserva della decisione.

Gli uffici della procura e del gip a Brindisi

Nel fascicolo aperto dal pubblico ministero Raffaele Casto, al momento a capo dell’ufficio in attesa dell’insediamento del procuratore capo, sarebbe confluito il decreto del Tribunale di Brindisi con riferimento al periodo di tempo in cui la srl venne ammessa al “concordato nella forma della cessione dei beni”, con verifica della capacità economico-finanziaria di fronte all’esposizione debitoria e alle pretese dei creditori. All’udienza del 4 ottobre scorso risultano tre giudici, i cui nomi però sono diversi da quelli che si leggono nell’epigrafe dello stesso.

Cambia uno dei tre componenti e sembra che anche su questo aspetto il pm abbia avviato indagini. Certo è che la Procura ha proposto reclamo eccependo la violazione del principio della immutabilità del giudice. Più esattamente, stando a quanto si apprende da atti resi pubblici dallo stesso Tribunale, sezione fallimentare, il pm il 15 novembre scoso  ha dedotto “la nullità del decreto per violazione dell’articolo 276 del Codice di procedura civile” perché “il decreto oggetto di reclamo è stato pronunciato da un collegio diverso da quello che ha assunto la riserva”.  E ha chiesto la dichiarazione di fallimento per la Taf.

Non  è chiaro a quali conclusioni abbiano portato gli accertamenti svolti nel frattempo. Né, del resto, sarebbe possibile venirne a conoscenza posto che l’inchiesta è in corso e quindi resta il segreto istruttorio. Le uniche certezze, al momento, rivengono dalle perquisizioni delegate ai militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Brindisi con contestuale notifica degli avvisi di garanzia, nei confronti di professionisti brindisini. E’ questo il momento in cui l’esistenza dell’inchiesta è diventata “pubblica”. Prima, infatti, non c’erano stati atti irripetibili adottati dalla Procura per verifiche per le quali si rende necessario avvisare le persone coinvolte.

Almeno quattro sono gli indagati: dal commercialista di Francavilla Fontana in qualità di commissario nominato dal Tribunale nel concordato preventivo, all’avvocato civilista della Taf con studio a Brindisi, per arrivare ai consulenti della società, un commercialista e un tributarista. Dalla lettura dei documenti acquisiti sembra dipendere l’esito dell’inchiesta che si presenta sempre più complessa.

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