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Tentata concussione, archiviazione per l’ex dirigente Asl

Sotto inchiesta era finito Vincenzo Corso, il gip: “Nessuna induzione a corrispondere denaro”

BRINDISI – “Dalle indagini non sembra ravvisabile alcuna induzione a corrispondere indebitamente somme di denaro dopo la stipula del contratto d’appalto tra la Asl di Brindisi e l’Ati formata dalla Toshiba Medical System e la Sved”. Per questo motivo è stata disposta l’archiviazione del procedimento penale aperto nei confronti dell’ingegnere Vincenzo Corso, indagato inizialmente per tentata concussione, in qualità di dirigente del servizio tecnico dell’Azienda sanitaria locale. Accusa che ha sempre respinto, aspettando che la giustizia facesse la sua strada.

Vincenzo CorsoIl gip Paola Liaci è arrivata alle stesse conclusioni del pubblico ministero Manuela Pellerino, titolare del fascicolo aperto in conseguenza dell’esposto presentato il 20 giugno 2016 dal legale rappresentante della Toshiba srl. “Nessuna irregolarità risulta riscontrabile nell’ambito della procedura d’appalto”, ha scritto il pm a conclusione degli accertamenti delegati ai militari partendo dalla denuncia nella quale venivano lamentate “pressioni per il pagamento delle parcelle” ad alcuni professionisti, “giustificate dalla finalità di poter procedere senza ostacoli al collaudo amministrativo e successivamente alla liquidazione delle somme dovute all’Ati”.

“Il conferimento degli incarichi relativi alla direzione dei lavori, al coordinamento per la sicurezza e al collaudo era un obbligo a carico delle ditte aggiudicatarie dall’appalto”. E tanto “doveva essere necessariamente noto alla Toshiba”. Anche perché – si legge sempre nella richiesta di archiviazione poi disposta dal gip – “tali nomine rappresentavano il primo atto richiesto dalla Asl alle società aggiudicatarie, trattandosi di figure indispensabile per la costituzione dell’ufficio di direzione dei lavori, che formalmente oltre che praticamente esegue la consegna dei cantieri”.

Il pm, inoltre, ha sottolineato che la Toshiba “fosse tenuta alle spese connesse al conferimento degli incarichi anche perché espressamente previsto nell’atto di associazione temporanea d’impresa sottoscritto con Sved srl il 14 giugno 2012”. La consulenza disposta in fase di indagine ha chiarito che “i criteri per la determinazione delle parcelle erano pienamente conformi alle tariffe professionale previste per le rispettive categorie e che sono da considerare congrue rispetto alle prestazioni effettuate”.

In conclusione, quindi, l’ipotesi di reato contestata inizialmente è stata considerata assolutamente infondata. Da qui l’archiviazione che riconosce la verità sostenuta sin dalle prime battute delle indagini da Corso. L’ingegnere nel frattempo attende la pronuncia del Tribunale in relazione all’accusa mossa dal pm Giuseppe De Nozza sull’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata ai reati di turbativa d’asta, uso dei segreti d’ufficio, falso e peculato. Vincenzo Corso è imputato in qualità di ex dirigente  dell’Area gestione tecnica della Asl e presidente dei seggi di gara, nonché responsabile della custodia delle buste contenenti le offerte economiche che, nel teorema accusatorio, venivano aperte. Ha scelto il dibattimento per difendersi dall'accusa e dimostrare la correttezza del suo operato. L’imputato ha impugnato il licenziamento.

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