rotate-mobile
Cronaca Torchiarolo

Mistero polveri sottili irrisolto: Torchiarolo già al limite annuo di concentrazioni

Superamenti del limite giornaliero di PM 10 già a quota 34 nell'abitato alla data di mercoledì 9 aprile, 31 registrati dalla centralina Arpa di via Don Minzoni, tre dalla centralina di via Fani (la media giornaliera non deve andare oltre i 50 microgrammi)

TORCHIAROLO – Superamenti del limite giornaliero di polveri sottili PM 10 già a quota 34 nell’abitato alla data di mercoledì 9 aprile, 31 registrati dalla centralina Arpa di via Don Minzoni, tre dalla centralina di via Fani (la media giornaliera non deve andare oltre i 50 microgrammi per metro cubo di aria) e uno da quella di Lendinuso. Il limite annuo ai superamenti è di 35, ed è già quindi molto vicino solo a tre mesi e mezzo dall’inizio del 2014. Visto che gli studi sin qui condotti danno la responsabilità principale di questo fenomeno alle emissioni dei camini domestici, la situazione con l’attivo del caldo dovrebbe normalizzarsi. A meno che non abbiano ragione coloro che attribuiscono le altre concentrazioni di polveri sottili all’inquinamento industriale, e segnatamente alla centrale a carbone di Cerano.

La centralina Arpa di TorchiaroloProprio per fare luce sino in fondo, nello scorso mese di settembre il sindaco Giovanni Del Coco aveva chiesto alla Regione Puglia di sospendere il protocollo appena firmato per dare attuazione al "Piano regionale contenente le prime misure di intervento per il risanamento della Qualità dell'Aria nel Comune di Torchiarolo (Br) per l'inquinante PM10", e svolgere invece preliminarmente altri accertamenti in passato invece esclusi. Il piano della Regione avrebbe finanziato ed attuato un monitoraggio della qualità dell’aria nella cittadina dotando preliminarmente i camini domestici di appositi filtri, in maniera tale da confermare o escludere la tesi che fossero la fonte primaria di PM 10.

Al momento non è noto se il monitoraggio sia iniziato secondo gli indirizzi della Regione o se siano state accolte le richieste del sindaco. I superamenti però ci sono, il limite annuo è stato praticamente raggiunto e di risposte non ve ne sono ancora. Da rilevare che in altri centri della fascia sud della provincia, dove pure in inverno è molto diffuso l’utilizzo dei camini a legna, i dati sono ben diversi:  4 superamenti a San Pietro Vernotico, 7 a San Pancrazio Salentino, altrettanti a Mesagne.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mistero polveri sottili irrisolto: Torchiarolo già al limite annuo di concentrazioni

BrindisiReport è in caricamento