Cronaca Carovigno

Smantellato giro di sfruttamento degli immigrati: arrestato "il padrone dei neri"

L'Ufficio stranieri della questura di Brindisi scopre a Carovigno e dintorni un giro di falsi contratti di affitto e di lavoro. Gli immigrati africani, inconsapevoli, pagavano sino a 800 euro a un incensurato del posto. Si cercano i complici

Lo chiamavano “il padrone dei neri”, ed era al centro di un vorticoso giro di falsi contratti di affitto e di false assunzioni per alimentare il mercato illegale dei permessi di soggiorno per il rilasci dei quali residenza e contratto di lavoro sono requisiti fondamentali. Un sistema collaudato di sfruttamento dell’immigrazione extracomunitaria, soprattutto di cittadini africani, di cui probabilmente facevano parte anche altre persone oltre al personaggio arrestato e posto ai domiciliari ieri dai poliziotti dell’Ufficio immigrazione della questura di Brindisi, diretto dal vicequestore Stefania Occhioni. Si tratta di un incensurato di Carovigno del quale, al momento sono state fornite solo le iniziali: V.I., di 66 anni.

foto I.V.-2Le indagini sono soggette a futuri sviluppi, spiega la dirigente dell’Ufficio stranieri, dopo l’esame della documentazione rinvenuta e sequestrata nel corso delle perquisizioni a carico dell’arrestato e del titolare di un’agenzia immobiliare, sempre di Carovigno, la posizione del quale è ancora in fase di valutazione da parte della polizia. E’ stato invece già accertato che “il padrone dei neri” chiedeva ed otteneva anticipi tra i 100 e gli 800 euro dagli immigrati che si rivolgevano a lui per ottenere i requisiti per la loro regolarizzazione. Un risvolto umano, in questa vicenda, che gli investigatori richiamano, perché lo sfruttatore approfittava sino in fondo della scarsissime risorse economiche di gente che faticava dalla mattina alla sera nei campi, lavorando in nero.

Immigrati a piedi sulla ex statale 16 tra S.Vito e CarovignoIl marchingegno era questo, in sintesi. L’arrestato registrava presso l’ufficio di Ostuni dell’Agenzia delle Entrate  contratti di affitto di immobili effettivamente esistenti e accatastati, in questo caso all’insaputa dei veri proprietari, o addirittura di case inesistenti. Si procurava la documentazione necessaria utilizzando l’anagrafe di persone decedute, o di persone inconsapevoli e non al corrente dei fatti. Sempre per la registrazione dei contratti – richiesta dalla legge – venivano prodotti documenti falsi dei contraenti. Non era un raffinato, “il padrone dei neri”, e a volte la falsificazione era grossolana, come – cita un comunicato dell’Ufficio stranieri – in un caso in cui i dati riportati su un documento di identità erano quelli di un italiano anziano, e la foto quella di un giovane immigrato africano.

Lo sfruttatore andava a pescare i clienti nei pressi dei centri di accoglienza. Si presentava sempre con nomi o soprannomi diversi, ma forniva a tutti lo stesso recapito mobile per i contatti. Un altro dei dettagli che ha consentito alla polizia di incastrarlo. Ma a ciò si aggiunga il fatto che nel corso della identificazione di tutti gli immigrati che avevano ottenuto i permessi di soggiorno grazie a questi raggiri, gli stessi hanno descritto in maniera univoca le caratteristiche fisiche del procacciatore dei falsi contratti di affitto, compilati al computer utilizzando il copia e incolla e lo scanner per apporre i dati di abitazioni realmente registrate presso il Servizio catastale dell’Agenzia delle Entrate, o come già detto del tutto inesistenti, tutte ubicate nei territori dei Comuni di Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e Ceglie Messapica.

Il front-office dell'Ufficio stranieri della questura di Brindisi-2Ma non solo, nel pacchetto delle offerte del “padrone dei neri” c’erano anche falsi contratti di assunzione come domestici, che cessavano subito dopo il rilascio all’immigrato interessato del permesso di soggiorno. Ma tutto è stato scoperto con un lavoro di indagini incrociate sui contratti, e sopralluoghi presso i domicili indicati nelle registrazioni. L’arrestato ora risponderà di favoreggiamento alla permanenza in territorio italiano di cittadini extracomunitari privi dei titoli di soggiorno e falso in atto pubblico, e a lui potrebbero aggiungersi altri indagati anche dei centri vicini.

Sono ancora in corso il sequestro di documenti e computer, spiega il vicequestore Stefania Occhioni, che ha diretto le indagini su delega del pm Valeria Farina Valaori, la quale ha chiesto ed ottenuto l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare a carico di V.I., spiccata dal gip Stefania De Angelis. Indagini avviate d’iniziatica dall’Ufficio stranieri della questura brindisina a marzo, quando apparve evidente la sospetta concentrazione di contratti di affitto a Carovigno e la loro stesura quasi in fotocopia. La verifica dei singoli fascicoli relativi ai contratti portò a galla altri elementi indiziari, verificati poi con l’ascolto degli intestatari dei contratti e con i sopralluoghi eseguiti dagli stessi poliziotti o dai vigili urbani dei centri interessati.

Ora che fine faranno gli immigrati coinvolti inconsapevolmente in questo giro di falsi contratti di affitto e di lavoro? Il vicequestore Stefania Occhioni spiega che in molti casi si tratta di richiedenti asilo, e che in tanti hanno nel frattempo già prodotto nuovi contratti di affitto reali. Inoltre tutti hanno collaborato alle indagini e ne è stata verificata l’estraneità ai reati commessi da V.I. e da eventuali complici dello stesso: loro pagavano ma non sapevano che venivano consegnati loro contratti fittizi. Non ci sarà quindi una ondata di rimpatri: la polizia sta esaminando i casi uno per uno.

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