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L'ingresso della discarica Autigno

L'ingresso della discarica Autigno

Autigno, un drone per monitorare il volume dei rifiuti nella discarica

La decisione del Comune: cinquemila euro per un rilievo 3d di Autigno. Il sito sequestrato per inquinamento della falda il 5 maggio 2015. Sotto inchiesta restano dirigenti di Comune, Provincia e Arpa, mentre per Screti e il direttore Masillo processo alle porte

BRINDISI – Il Comune di Brindisi ha deciso di fare affidamento su un drone per monitorare il volume dei rifiuti presenti nella discarica di Autigno: volo sul sito di proprietà dell’Amministrazione e rilievi in 3D, al costo di cinquemila euro.

imgres-5Il monitoraggio ambientale “tramite aeromobili a pilotaggio remoto” è stato ritenuto necessario ed è stato chiesto lo scorso 21 gennaio alla ditta Grenic srl, di Brindisi, sede in via de’ Terribile, che il 3 settembre 2015 ha sottoscritto il contratto con l’Ente, dopo essersi aggiudicato il servizio “avendo formulato la migliore offerta dal punto di vista economico”, per 24.400 euro, iva inclusa.

Nel contratto tra le parti è “prevista l’eventuale possibilità di utilizzare il drone per effettuare interventi straordinari aventi ad oggetto tematiche ambientali”, hanno ricordato i funzionari del settore Ecologia. E fatta questa premessa hanno chiesto all’impresa,  di svolgere rilievi nella discarica sita in contrada Autigno perché l’Amministrazione ha la necessità di verificare lo stato dei luoghi o meglio dei rifiuti che sono ancora presenti nel sito dopo il sequestro chiesto e ottenuto dalla Procura di Brindisi nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento della falda.

Il drone si è alzato in volo e ha registrato e fotografato l’area in 3D esattamente come era stato chiesto, la ditta ha presentato regolare fattura e il Comune ha dato il via libera al pagamento del servizio, disponendo l’accredito per cinquemila euro, somma a cui deve essere aggiunta l’Iva.

Cosa abbia mostrato il drone però, al momento, non è dato saperlo. Non ci sono ancora comunicazioni ufficiali rispetto alle azioni eventualmente da intraprendere.

Ci sono, invece, decisioni ufficiali assunte dalla Procura rispetto ai dirigenti del Comune, della Provincia e dell’Arpa indagati nel procedimento penale aperto proprio guardando alla discarica Autigno.

Il sequestro della discarica di Autigno-2L’inchiesta, infatti, è stata sdoppiata perché il pm Valeria Farina Valaori ha disposto la citazione diretta a giudizio per Luca Screti, ex amministratore della ditta Nubile che gestiva il sito (ai domiciliari per corruzione nell’inchiesta sull’impianto di Cdr, in concorso con l’ex sindaco Mimmo Consales), e per il direttore tecnico Giuseppe Masillo, accusati di aver violato una serie di prescrizioni contenute nell’Aia, mentre per gli altri cinque indagati, vale a dire i dirigenti pubblici, è stato disposto lo stralcio e l’ipotesi di omissione d’atti d’ufficio potrebbe essere modificata in seguito agli accertamenti ulteriori delegati ai carabinieri del Noe.

Screti ha sempre sostenuto di aver avuto in gestione la discarica inquinata e nel frattempo ha scritto al Comune per anticipare la richiesta di risarcimento danno per oltre 40 milione di euro.  L’imprenditore e Masillo, rispondono di una serie di violazioni rispetto al contenuto dell’autorizzazione integrata ambientale: “l’assenza di idonea copertura giornaliera dei rifiuti, l’inadeguatezza dello stoccaggio e dell’abbancamento, la presenza di percolato su lotti in esercizio e su quelli non operativi, inadeguatezza delle protezioni dei rifiuti, presenza di rifiuti non omogenei, inadeguatezza del sistema di canalizzazione e raccolta delle acque meteoriche e ancora assenza delle previste garanzie finanziarie e realizzazione di nuove opere in assenza della preventiva autorizzazione”.

Il pm Valeria Farina ValaoriInoltre “Screti in concorso con Masillo, direttore su incarico della Nubile dal primo maggio 2011 in poi, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso violavano” altre prescrizioni dell’Aia legate al “monitoraggio ambientale che prevedeva, a carico del gestore, l’esecuzione di analisi sulla composizione delle acque sotterranee per tutti i pozzi di monitoraggio previsti, con cadenza mensile, trimestrale, semestrale e annuale a seconda dei parametri da ricercare e dei livelli di falda da determinare”. Secondo il pm non avrebbero “effettuato alcuna analisi nel 2011 e nel 2014”, mentre nel 2012  e nel 2013 si sarebbero limitati ad analisi “solo parziali.

Il pm, infine, ha “incolpato la società Nubile srl, per responsabilità amministrativa dipendente dai reati contestati” (la srl è seguita dall’avvocato Gaetano Melucci del foro di Taranto). Sono persone offese: il Ministero dell’Ambiente, la Regione Puglia, la Provincia di Brindisi, il Comune di Brindisi, il comitato Salute Ambiente & Territorio con sede a San Vito dei Normanni, in persona del presidente Paolo Pellicola e l’associazione Italia Nostra Onlus. Il Comitato, nel frattempo, ha nominato come presidente Maurizio Tamborino.

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