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Violenza sessuale su minore, ex liceale di Brindisi sotto processo

Il 19enne sceglie il rito abbreviato, dopo essere stato arrestato il 20 maggio dello scorso anno. Imputati anche il padre e lo zio del dodicenne vittima degli abusi dopo i contatti su Facebook: sono accusati di aver aggredito con un martello il maggiorenne. Sia lo studente che i familiari del minorenne sono parti civili

BRINDISI – Processo con rito abbreviato per l’ex liceale di Brindisi accusato di violenza sessuale su un ragazzino di 12 anni, conosciuto su Facebook: lo studente di 19 anni ha optato per il processo allo stato degli atti, a conclusione delle indagini che il 20 maggio dello scorso anno, portarono al suo arresto ai domiciliari. Parti civili sono i genitori del minore che oggi si sono costituiti con richiesta di risarcimento per  danni morali.

Processo con rito abbreviato anche per il papà del minorenne e per lo zio, entrambi accusati di aver aggredito il 19enne a colpi di martello: sono imputati per lesioni gravi, il genitore come istigatore, mentre l’altro ha confessato di essere stato l’unico a picchiare lo studente, escludendo che altri fossero a conoscenza dell’incontro fra i due. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Gianluca Palazzo e Valentina De Mitri. L’ex liceale per questa vicenda ha deciso di costituirsi parte civile ed è rappresentato dall’avvocato Emanuela De Francesco. La difesa dall’accusa di violenza sessuale è affidata all’avvocato Gianvito Lillo.

L’udienza preliminare si è svolta nella mattinata di oggi, 16 maggio 2017, davanti al gup Maurizio Saso del Tribunale di Brindisi, al quale il pubblico ministero ha chiesto il rinvio al giudizio sostenendo l’esistenza di elementi tali da supportare l’accusa in giudizio, tanto nei confronti dello studente che l’anno scorso ha conseguito la maturità, tanto nei confronti del papà e dello zio del dodicenne, riconosciuto come parte lesa degli abusi.

L’inchiesta è partita dalla denuncia della madre del ragazzino nel mese di marzo dello scorso anno: la donna riuscì a leggere alcune chat del figlio e scoprì che veniva contattato dal profilo di una ragazza per incontri nel parco del Cesare Braico. Sarebbe stato un fake, identità falsa, in realtà corrispondente a quella di un ragazzo di 19 anni, iscritto all’ultimo anno di un liceo.

Lo studente, a sua volta, denunciò di essere stato aggredito una domenica di novembre 2015 negli scantinati del complesso residenziale "Appia Verde", in via Cappuccini a Brindisi. Con questa accusa venne arrestato il padre del minore. Il genitore, difeso dall’avvocato Gianluca Palazzo, rimase ai domiciliari per 12 giorni, sino a quando negli uffici della Procura si presentò lo zio del minore per confessare di essere stato autore dell’aggressione. Ad accompagnarlo c’era l’avvocato Valentina De Mitri, disse di non aver usato un martello ma di aver sferrato due cazzotti al viso del ragazzo e di avergli fatto male perché aveva un anello.

Alla luce dell’ammissione di responsabilità da parte dello zio, il gip Luigi Forleo scarcerò il padre che, dal canto suo, aveva sempre respinto l’accusa. Nei mesi precedenti è stato disposto l’incidente probatorio per ascoltare il dodicenne indicato come parte lesa e un ragazzino della stessa età che secondo gli agenti della Mobile sarebbe stato contatto su Facebook dal maggiorenne. E’ stato, inoltre, eseguita una perizia su telefonini e computer per leggere messaggi e chat di Facebook e Whatsapp.



 

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