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Di seguito alcune foto che documentano la visita degli studenti

Di seguito alcune foto che documentano la visita degli studenti

Studenti del liceo artistico "Simone" in visita alla base logistica Onu

L'alunno Mattia Tagliente (3B Arti figurative) come premio per aver vinto il concorso "Strong UN Better World" ha avuto l'onore di poter visitare la Unlb (United Nations logistics base) di Brindisi. Gli è stata data la possibilità di portare con sé anche due compagni di classe con cui condividere questa opportunità: Asia Bellanova e Laura Balsamo.

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo il resoconto della visita che alcuni alunni del liceo Artistico “E. Simone” hanno effettuato presso l’Ungsc (base logistica delle Nazioni Unite) di Brindisi, grazie al primo premio del concorso “Strong UN better world” vinto dall'alunno Mattia Tagliente:

L'alunno Mattia Tagliente (3B Arti figurative) come premio per aver vinto il concorso "Strong UN Better World" ha avuto l'onore di poter visitare la Unlb (United Nations logistics base) di Brindisi, parte del più ampio Ungsc (United Nation global service centre), che comprende anche la base logistica "sorella" di Brindisi, la Unsbv (United Nations support base Valencia) di Valencia. 

Gli è stata data la possibilità di portare con sé anche due compagni di classe con cui condividere questa opportunità: Asia Bellanova e Laura Balsamo.studenti artistico in visita a base Onu-2 

I tre studenti sono stati guidati alla scoperta della base e delle attività ivi svolte. Il percorso si è aperto con la presentazione del funzionamento dell'apparato di sicurezza e sorveglianza della base e dell'Organizzazione in generale, seguito dall’entrata nella sala in cui sono controllati i voli aerei che collegano le varie basi del globo e vengono mostrate, su maxischermo le singole rotte, sapendo così in tempo reale se tutto si svolge nella norma e, in caso contrario, avere tutte le informazioni necessarie per affrontare gli imprevisti. I giovani sono stati accompagnati inoltre nell'infermeria della base, poi nelle aule dove si insegnano le competenze necessarie al futuro personale non solo della base, ma di tutta l'Organizzazione che vede in Brindisi un importantissimo centro di preparazione dei suoi uomini e delle sue donne; e non è solo nel campo educativo che la Unlb riveste un ruolo primario ma anche nella comunicazione e nella logistica. I nostri studenti hanno avuto il privilegio di ammirare il cuore pulsante di questo sistema, il centro geo-spaziale e di telecomunicazioni, senza il quale l'Onu sarebbe un organismo sordo e muto, a discapito delle missioni e delle relative aree e popoli che esse aiutano. Infine, ma non meno importante, vi è stata la visita ai magazzini in cui sono conservati i materiali destinati a innumerevoli missioni in tutto il mondo, oltre che alla base stessa di Brindisi. 

La vicedirettrice della base ha accolto i nostri studenti, esponendo loro lo scopo della base e gli obiettivi per i quali tutto il personale lavora duramente; si è congratulata con il vincitore del premio e ha espresso la sua soddisfazione nel vedere i giovani del nostro liceo così interessati alla missione delle Nazioni Unite, entusiasti per l'esempio che la base dà al mondo e alla terra in cui è ospitata, soprattutto il territorio di Brindisi.

Queste le impressioni dei giovani visitatori

1) Cosa sapevate dell'Onu prima della visita all'Ungsc? Avevate qualche pregiudizio sull'Organizzazione? Dopo quest'esperienza, quali sono le vostre considerazioni?

Laura: ‘Per me l'Onu era, prima della visita alla base, un'organizzazione circondata da un fitto alone di mistero, di cui sapevo davvero poco, benché non avessi comunque nessun pregiudizio su di essa. In ogni caso, dopo aver toccato con mano questa realtà la sento molto più vicina e reale di quanto avessi finora immaginato’.

Asia: ‘Ciò che sapevo delle Nazioni Unite si basava sulle poche nozioni apprese alle medie, ed è inutile dire che con una visione così frammentaria dell'Organizzazione non potevo che sentirla come un'entità, per così dire, distante, di cui non fidarsi completamente, ma questo giudizio è stato fortunatamente ribaltato da quel che ho visto’. 

Mattia: ‘Mi sono sempre interessato alla geopolitica e in generale a ciò che succede nel mondo, perciò avevo già familiarità con l’acronimo “Onu”, benché fosse rimasto finora solamente un nome, un'immagine fredda e distante legata alla realtà virtuale di internet e della televisione. L'Onu era quell'oscura organizzazione permeata da un alone di onnipresenza nominata al telegiornale ogni volta che avviene una tragedia: "I caschi blu giungono nella Repubblica Centroafricana per riportare l'ordine"; "I primi aiuti umanitari giungono in Siria". 

Avevo di conseguenza un gran rispetto per la capillarità con cui operava l'Onu, ma la sua distanza me ne faceva diffidare un po', portandomi a sospettare molte lacune nel suo funzionamento. L'esperienza in questa base mi ha dimostrato però che erano soltanto pregiudizi. Ho visto l'impegno di tante persone che credono fermamente in quel che fanno e nel sogno per cui lavorano. Vorrei che la gente non pensasse all'Onu come la solita organizzazione corrotta, bensì vedesse l'operato di chi ci lavora, uomini e donne comuni, come noi, che lottano per un obiettivo straordinario. Perciò dico che si dovrebbe dare più fiducia all'Onu e al suo personale’.studenti artistico in visita a base Onu 2-2-2

2) Che cosa vi aspettavate di vedere nella base? Quel che avete osservato ha soddisfatto la vostra curiosità?

Laura: ‘La struttura è stata sempre per me un mistero celato dietro un muro verde, però tutto sommato me l'aspettavo così com'è, una base all'avanguardia, in cui vi sono tutti gli ultimi ritrovati della tecnologia; era l'America a Brindisi insomma’.

Asia: ‘In realtà non sapevo cosa aspettarmi, certo nulla che mi avrebbe interessato: fantasticavo su una struttura più militare, con carri armati e un arsenale militare. Invece ho visto tutt'altro: una base civile operante per la pace, ed è stata una grande, positiva sorpresa’.

Mattia: ‘Sinceramente non sapevo cosa avrei trovato dietro il checkpoint. Forse qualcosa di più simile a una base militare. Ma a dirla tutta le aspettative non erano così diverse da quel che ho effettivamente osservato’.

3) Credete che ciò che avete visto all'Onu possa essere d'esempio per la società?

Laura: ‘Sì, penso che l'Onu possa essere un esempio per la società soprattutto per come è organizzata perché ognuno sarebbe al proprio posto e tutto funzionerebbe meglio’.

Asia: ‘Assolutamente sì. Scoprire questo luogo è stato come trovare un tesoro, l'unica parte sana di un territorio -Brindisi- talmente marcio da poter essere paragonato a un persona con un cancro che affligge ogni cellula del suo corpo: l'Unsgc è l'unica a resistere. La base è il monumento a un sistema ideale, a cui non solo Brindisi, bensì tutta l'Italia dovrebbe ispirarsi. In esso anche il più piccolo dettaglio funziona e ognuno sa che ruolo svolgere, mettendoci il massimo nell'adempierlo serenamente; tutto il contrario della nostra realtà. Vi è un forte senso civico radicato in ciascun membro del personale; per questo le persone che abbiamo incontrato erano davvero fantastiche e gentilissime. L'armonia regna nella base. Il fatto che siamo potuti entrare solo possedendo un’autorizzazione/permesso è positivo, perché permette di tutelare questa società che richiede riservatezza, ma sarebbe utile se venisse mostrata di più ai giovani che spesso non sono consapevoli di come un sistema dovrebbe funzionare. Sarebbe bello se si potesse aprire loro gli occhi mostrandoli come tutto funzionerebbe se nella nostra terra vi fosse la medesima organizzazione della base’.

Mattia: ‘Penso che la lezione più importante che possa dare questa base sia mostrare al mondo quale beneficio ne possa trarre dalla tolleranza reciproca. All'Ungsc gente da tutto il globo collabora per raggiungere un obiettivo comune, ossia la pace e il progresso. E' un nobile fine che può essere conseguito solamente collaborando e rispettando gli altri, non vivendo nell'odio e offendendo. Questo è un preziosissimo insegnamento che l'Onu dà al mondo, che si concretizza in una piccola utopia incastonata sul litorale pugliese, un formicaio di speranza per chi crede in un genere umano migliore, capace ancora di grandi imprese’. 

4) Cos'altro vi ha colpito?

Laura: ‘Quel che più mi ha impressionato è stato conoscere l'attività di vigilanza delle rotte aeree. Osservare in tempo reale in caso d'emergenza dove è avvenuto l'incidente, attuando immediatamente la procedura di ricerca delle cause e di soccorso, lo trovo entusiasmante. Naturalmente mi ha colpito anche l'alto livello di organizzazione’.

Asia: ‘Il fatto che Brindisi sia un centro di tale rilevanza per l'intera organizzazione. Sono inoltre sbalorditive le competenze necessarie per mantenere attivo questo ambiente e come esse si intreccino: informatica, fisica, diritti umani, ingegneria, medicina ecc. Nessun campo è svincolato dall'altro. Di quel che ho visto voglio citare il monitoraggio dei satelliti; in essi ho colto un po' la summa di quest'insieme di competenze’.

Mattia: ‘Mi ha lasciato sconcertato come spostandomi di solo un paio di chilometri dalla viuzza in cui abito fossi in pratica fuori dall'Italia. Ho respirato una boccata d’aria fresca al posto della solita monotonia quotidiana. Parlando con così tanta gente interessante, personaggi che ti aspetteresti di trovare in una cronaca di viaggio e invece incontri in carne e ossa. Ho provato un'emozione indescrivibile; se avessi potuto avrei voluto far scendere un lacrima e dire "grazie" per le storie che ho sentito; a quell'umanità vera, particolare, che ha un'idea e la porta avanti con tutte le sue energie, anche con tutte le avversità che le si parano davanti, che vuole vivere la vita che gli è stata concessa per un fine più grande. Non mi sono mai sentito più vivo in tanti mesi di quanto lo sia stato là; respirare la Storia contemporanea che aleggiava tra i computer e i magazzini mi ha ricordato del perché desidero tanto viaggiare, anzi, perché ne ho fisiologicamente bisogno. Facendo questo piccolo "viaggio" mi  sono sentito me stesso, senza la maschera che tutti noi dobbiamo solitamente usare.  Infine li ringrazio per il kit medico datomi come souvenir, sarà un prezioso ricordo che custodirò gelosamente. Inoltre, quale maggiore soddisfazione di sapere che il tuo acquerello è incorniciato in un ufficio e qualcuno se lo gode ogni giorno quando lavora? E' stato bello rivedere il "grande vecchio" che ho realizzato, e devo chiedergli scusa per averlo tanto sottovalutato, dato che a me non piaceva sinceramente, ma mi ha comunque permesso di fare quest'esperienza’.      

5) A livello personale, quanto quest'esperienza vi influenzerà?

Laura: ‘Mi ha dato un possibile nuovo progetto per il futuro, ossia mi piacerebbe lavorare lì, specialmente nel settore della vigilanza; sarebbe bello poter lavorare ogni giorno sui maxischermi su cui sono indicate le rotte aeree. Quest'esperienza mi fatto inoltre capire come dovrebbe essere organizzata una società, che è la cosa più importante’.

Asia: ‘Mi si sono aperti gli occhi; penso che prenderò in considerazione l'idea di lavorare in questo ambiente, perché mi piace conoscere persone, saper parlare più lingue e lavorare per un bene comune: che cosa c'è di meglio?’

Mattia: ‘Non mi dispiacerebbe lavorare all'Onu, benché forse sia troppo burocratico per i miei gusti, ma non si sa mai. Sicuramente l’esperienza mi spinge a intraprendere una carriera nel giornalismo per poter viaggiare e visitare tante altre basi, per conoscere la gente che vi lavora e scoprire nuove nazioni e realtà’.

Il Liceo Artistico ‘Edgardo Simone’ è orgoglioso di aver contribuito a donare a dei suoi studenti questa gratificante opportunità. La sensibilizzazione dei giovani è un obiettivo comune sia dell'istituzione scolastica che dell'Onu. Per questo l'istituto è stato lieto di collaborare con le Nazioni Unite: non a caso, lavorare insieme, è uno dei principali insegnamenti che i nostri studenti hanno tratto dalla visita, e da sempre uno degli obiettivi della nostra scuola.

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