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Xylella, per il blocco dei binari Rete Italiana Ferroviaria chiede i danni

La società intende costituirsi parte civile nei confronti dei 44 attivisti imputati: il giudice si astiene per questioni di opportunità

BRINDISI – Rete Italiana Ferroviaria spa si costituirà parte civile nei confronti dei 44 attivisti imputati per interruzione di pubblico servizio in relazione alla manifestazione di protesta lungo i binari della stazione di San Pietro Vernotico contro l’eradicazione degli ulivi infettati dalla Xylella e di quelli sani presenti nel raggio di 100 metri, sulla base di quanto previsto dal piano Silletti.

Questa mattina, a distanza di quasi due anni dal corteo del 10 novembre 2015, era prevista la prima udienza del processo dinanzi al Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, giudice Gianluca Fiorella. Il dibattimento è stato rinviato al 14 febbraio prossimo perché il giudice si è astenuto per motivi di opportunità, rimettendo gli atti del processo al presidente del Tribunale e contestualmente ha fissato nuova udienza davanti al giudice Angelo Zizzari.

In udienza, oltre agli avvocati Francesco Cascione, Albino Quarta, Massimo Manfreda, Simona Attolini e Dario Budano, difensori degli imputati, era presente anche l’avvocato della società Rete Italiana Ferroviaria che il pubblico ministero ha indicato parte lesa nel capo di imputazione in cui si contesta anche la manifestazione non autorizzata, non essendoci stata comunicazione alle autorità, in aggiunta all’interruzione di pubblico servizio. Il legale ha anticipato la volontà di depositare istanza di costituzione di parte civile per chiedere i danni, tenuto conto dei disagi patiti come conseguenza del blocco di diversi treni in partenza e in arrivo dalla stazione di San Pietro e d’immagine. Al momento non è stata quantificata la somma da chiedere a titolo di ristoro. Fra i treni che subirono ritardi ci furono anche quelli a lunga percorrenza

In vista della prima udienza, oltre cinquemila persone hanno firmato l’appello promosso dall’associazione Bianca Guidetti Serra di Bologna. In elenco figurano anche nomi noti della cultura italiana, come gli scrittori Stefano Benni ed Erri De Luca, il vignettista Vauro, l’attore Ascanio Celestini, giuristi e magistrati come Paolo Maddalena, Luigi Ferrajoli, Livio Pepino, Antonio Ingroia, attivisti antimafia quali Salvatore Borsellino, il consulente della Commissione Stragi Aldo Giannulli.

Tra le adesioni ci sono anche quelle di biologi, agronomi, entomologi, chimici, genetisti, oltre centrotrenta docenti e ricercatori in discipline scientifiche e umanistiche presso università italiane e straniere e presso centri di ricerca quali il Cern, il Cnr e l’Enea, assieme a parlamentari, sindaci, giornalisti, rappresentanti dell’associazionismo, dei sindacati e della società civile. La petizione è stata promossa, con il sostegno dell’associazione salentina Spazi Popolari.

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