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A 81 anni torna fra i banchi per l’esame di terza media

E' arrivato a scuola accompagnato dalla nipote. Antonio Pugliese, classe 1935, era il più emozionato fra i circa 120 alunni che stamani hanno sostenuto la prima prova dell'esame di terza media presso l'istituto Leonardo da Vinci

BRINDISI – E’ arrivato a scuola accompagnato dalla nipote. Antonio Pugliese, classe 1935, era il più emozionato fra i circa 120 alunni che stamani hanno sostenuto la prima prova dell’esame di terza media presso l’istituto Leonardo da Vinci di via Don Guanella, al rione Cappuccini. Proprio così. Pugliese (caso unico in Italia) è tornato fra i banchi alla veneranda età di 81 anni. Il duro lavoro nei campi non gli aveva dato la possibilità di applicarsi sui libri. Il suo percorso scolastico si era interrotto dopo la promozione dalla quinta elementare alla prima media, conquistata grazie ai corsi serali.

Fin dall’età di 6 anni Antonio ha dovuto coltivare la terra per guadagnarsi da vivere, visto che il padre era impegnato su uno dei fronti dellaAntonio Pugliese all'esterno della scuola Leonardo da Vinci-2 Seconda guerra mondiale. “Sono nato – racconta Pugliese nell’atrio della scuola, in attesa di iniziare la prova scritta – a San Pietro degli Schiavoni (antico caseggiato che sorgeva nel centro storico di Brindisi, là dove oggi si trova il Nuovo teatro Verdi, ndr). Grazie alla passione per la terra mi sono sposato e ho cresciuto i miei sei figli (altri tre figli purtroppo sono deceduti, ndr). La mia giornata inizia alle ore 4 del mattino. Alle 5 sono già al lavoro. La sera mi ritrovo in un bar del centro con altri pensionati. Gli amici mi invitano sempre a riposarmi un po’. Ma io non ce la faccio, perché amo la campagna”.

Spesso Antonio dà una mano a una delle sue figlie nel nuovo mercato ortofrutticolo di viale Risorgimento. I sani principi della vita contadina sono stati trasmessi non solo ai figli, ma anche ai 9 nipoti. “Grazie al lavoro nei campi – spiega Antonio – è possibile tenere in vita e trasmettere ai giovani dei valori che altrimenti andrebbero smarriti”. E quei valori Pugliese ha cercato di inculcarli anche ai ragazzini di varie scuole brindisine, attraverso il progetto “Orti scolastici”, un’iniziativa nata da un’idea del figlio Vincenzo, titolare di un’omonima azienda agricola, e che ha preso consistenza grazie anche alla collaborazione dell’azienda “Tre stelle”.

Nel corso di questo anno scolastico Antonio ha varcato le soglie di diversi edifici scolastici, insegnando agli alunni come si cura un orto. E proprio dal contatto con i novelli contadini è nato il desiderio di portare a casa quel titolo di studio che in gioventù gli era sfuggito, non per mancanza di volontà ma per necessità. Stamani, così, intorno alle 7,45 ha raggiunto il plesso dell’istituto comprensivo Cappuccini, insieme alla nipote Velia. Nel cortile c’era già un folto gruppo di scolari.

Lui ha varcato per primo la soglia dell’edificio, presentandosi agli insegnanti e al presidente di commissione, il professor Gaetano Leone. Gli altri esaminandi erano muniti di zainetti, tracolle e astucci “d’ordinanza”. Il loro anziano compagno aveva solo una penna nel taschino della camicia color lilla e un foglio di carta con una breve testo autobiografico scritto a mano, aiutato dalla nipote. Poco dopo le 8, insieme agli altri esaminandi di una delle classi terze, l’81enne ha percorso la rampa di scale che conduce al corridoio del primo piano, dove i banchi erano stati disposti in fila. Antonio si è seduto dietro al primo banco.

Gli alunni, più giovani di lui di almeno 68 anni, lo guardavano con curiosità. Cosa ci faceva lì quell’anziano? Qualcuno all’inizio ha pensato che si trattasse del nonno di uno di loro. Quando hanno visto che anche lui, come tutti gli altri, riceveva la traccia ministeriale, lo stupore è aumentato. Ci ha pensato il presidente di commissione, allora, a introdurre “l’ospite”, raccontando brevemente la sua storia. Poi i ragazzi, Antonio compreso, hanno impugnato la biro e la prova ha avuto inizio.

Pugliese tornerà a scuola anche martedì e mercoledì per sostenere rispettivamente il test di matematica e il questionario della prova Invalsi. Infine, dopo qualche giorno di pausa, vi sarà l’esame orale. Il pensionato ha intrapreso questo percorso con l’entusiasmo e la tenacia di un ragazzino. Lo ha fatto soprattutto per trasmettere un messaggio alle nuove generazioni: “La natura – afferma Antonio – è il primo passo per essere liberi”. 

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