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Pennagrossa in ritardo: apre solo il 26. Altri due lidi autorizzati a Brindisi

Ancora sprovvista di servizi (area parcheggio e punto ristoro) la spiaggia di Punta Penna Grossa, unico accesso da nord alla riserva naturale di Torre Guaceto. Eppure mancano una decina di giorni alla fine di giugno, non un mese qualunque, soprattutto per un territorio che punta sulle entrate provenienti dal turismo; fino ad oggi, 19 giugno, il litorale brindisino si trova a fare i conti con inadempienze, ritardi e gravi mancanze nella gestione dei diversi lidi che sorgono sulla costa

Ancora sprovvista di servizi (area parcheggio e punto ristoro) la spiaggia di Punta Penna Grossa, unico accesso da nord alla riserva naturale di Torre Guaceto. Eppure mancano una decina di giorni alla fine di giugno, non un mese qualunque, soprattutto per un territorio che punta sulle entrate provenienti dal turismo; fino ad oggi, 19 giugno, il litorale brindisino si trova a fare i conti con inadempienze, ritardi e gravi mancanze nella gestione dei diversi lidi che sorgono sulla costa. Dagli stabilimenti balneari, alcuni storici, che non potranno aprire a causa della mancanza di requisiti, ai tratti di spiaggia libera drasticamente ridotti fino allo stato di abbandono in cui versano tratti di costa e aree parcheggi.

A Punta Penna Grossa, come scritto in apertura, ad oggi non è stato ancora allestito un servizio parcheggio, né ha aperto il bar che ogni anno, dal 2010, serve migliaia di bagnanti, tra stranieri e italiani, che scelgono questo tratto di costa come meta estiva. Una destinazione che negli anni ha saputo catturare i favori dei turisti, una fidelizzazione che ha portato Torre Guaceto ad essere una delle mete più conosciute del turismo pugliese, come dimostra il Certificato di Eccellenza 2015 conferito da Tripadvisor, il più grande portale di viaggi del mondo, alla riserva. Peccato però che, nel frattempo, chi ha deciso di trascorrere qui le vacanze nel mese di giugno non ha potuto godere dei servizi, anche i più basilari, di accoglienza. Quindi nessun parcheggio custodito, né la possibilità di acquistare cibo e bevande, anche se la segreteria del Consorzio di Torre Guaceto fa sapere che dal 26 giugno i servizi torneranno disponibili.

Il parcheggio di Pennagrossa in piena estateUna stagione balneare iniziata col piede tutt’altro che giusto, dopo la notizia della chiusura forzata di ben quattro stabilimenti per non aver ottemperato ai requisiti di idoneità, stabilimenti che oltretutto fanno parte della storia dei lidi brindisini come lido Sant’Anna, Arca di Noè, Lido Arena e Lido Giancola (per i primi tre si tratta di una chiusura limitata alla stagione 2015, nulla vieta il prossimo anno di riaprire i battenti se dovessero risultare idonei, mentre per lido Giancola è prevista la demolizione con conseguente bonifica dell’area e cambio di destinazione a spiaggia libera, ndr), con altri stabilimenti, circa una decina, che cercheranno di non buttare alle ortiche l’intera stagione balneare, per loro infatti è ancora possibile ottenere il certificato di agibilità, anche il ritardo del Consorzio di gestione dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto, che ha all’interno come soci i Comuni Carovigno e di Brindisi, nell’offrire i servizi sopracitati, è un’ulteriore passo falso.

Già l’anno passato erano sorte delle critiche nei riguardi del costo del parcheggio, 5 euro, ritenuto troppo alto dagli habituée della spiaggia, ora, che del servizio non vi è traccia e le auto parcheggiate rimangono in balia dei malintenzionati, quel Certificato di Eccellenza prende i contorni della beffa. Unica nota positiva la notizia che oggi altri due stabilimenti a nord del capoluogo hanno ottenuto il certificato di agibilità, salgono quindi a sei le strutture abilitate alla regolare apertura: Hemingway, Guna Beach, Lido Azzurro, Lido Brin, Granchio Rosso e Lido Risorgimento.

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