Cronaca

A Brindisi non ci sarà la squadra anti terrorismo, Coisp: "Inaccettabile"

Brindisi non fa parte delle venti città in cui il ministero dell’Interno ha previsto l’istituzione di squadre anti terrorismo da creare fra i ranghi delle strutture provinciali della polizia di Stato, selezionando da tutti gli uffici (compresi quelli di specialità come la Polizia di Frontiera, la Polizia Postale e delle Comunicazioni o la Polizia Ferroviaria) operatori adeguatamente preparati

Controlli della Polmare nel porto di Brindisi

BRINDISI – Brindisi non fa parte delle venti città in cui il ministero dell’Interno ha previsto l’istituzione di squadre anti terrorismo da creare fra i ranghi delle strutture provinciali della polizia di Stato, selezionando da tutti gli uffici (compresi quelli di specialità come la Polizia di Frontiera, la Polizia Postale e delle Comunicazioni o la Polizia Ferroviaria) operatori adeguatamente preparati. Lo si apprende da una nota firmata dal segretario provinciale del Coisp (Sindacato indipendente degli appartenenti alle forze di polizia forze di polizia), Lorenzo Pennetta.

Per il Coisp non ha senso che una città particolarmente esposta al rischio di attentati terroristici e che comunque costituisce un potenziale punto di ingresso in Italia di cellule fondamentaliste resti sguarnita di questo nuovo reparto. Basti ricordare che lo scorso fine settimana, a seguito degli attacchi che hanno seminato la morte nel centro di Parigi, il questore di Brindisi, Roberto Gentile, di sua iniziativa aveva innalzato il livello di attenzione nel porto e nell’aeroporto. 

Del resto “pochi mesi fa  - si legge nella nota del Coisp - Brindisi era stata indicata dai servizi di intelligence e dai vertici del Ministero dell’Interno come una delle aree più ad alto rischio attentati e di transito di potenziali terroristi della costa orientale dell’intera penisola”. 

Il Coisp non accetta “che gli organi che hanno il potere di intervenire stiano semplicemente a guardare quello che succede altrove”.  L’organizzazione sindacale rimarca come nella provincia di Brindisi ci siano in servizio “operatori altamente specializzati nelle tecniche di tiro, nelle tecniche operative e di autodifesa”.

E appare paradossale che “il progetto è stato avviato in 20 città sparse sul territorio nazionale tra le quali compaiono insieme alle più grandi aree metropolitane anche città tutt’altro che grandi come  Lecce, ma, inspiegabilmente – prosegue Pennetta - non obiettivi sensibili come Brindisi che (sarà bene ricordarlo) con il suo porto e il suo aeroporto rappresenta da sempre un canale di accesso diretto con Paesi di area “extra Schengen” come il Montenegro, l’Albania o la Turchia; per non parlare della base Onu e di un’area industriale (anch’essa adiacente al porto) che vede la presenza di impianti di importanza vitale per l’approvvigionamento di fonti di energia e l’assetto infrastrutturale dell’intera nazione”.  

“Nella convinzione che non si debbano strumentalizzare tragedie come quelle che l’Europa e il mondo intero sta vivendo in questi giorni, il Coisp  - conclude Lorenzo Pennetta - sottolinea l’importanza di offrire a tutti i cittadini, e quindi anche ai brindisini, adeguati livelli di sicurezza, mantenendo alta la professionalità  delle forze di Polizia ed elevando sempre di più il livello di addestramento degli operatori della Polizia di Stato che con l’immediata creazione della squadra antiterrorismo anche nella provincia di Brindisi regalerà ai cittadini onesti di questo territorio uno strumento in più di sicura efficacia nel contrasto ai venditori di terrore e, in un momento delicato come questo, eviterà di dissipare risorse umane e professionali di assoluta eccellenza”.

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