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Ciro Stampalia e Giuseppe Perrone

Ciro Stampalia e Giuseppe Perrone

A casa la salma dello studente

TORCHIAROLO - “Perchè la morte non ha portato via me? Perchè?”. Nonno Narduccio non si da pace, accovacciato accanto alla bara di suo nipote Ciro, urla il suo dolore, un dolore senza fine. La salma del 17enne di Torchiarolo deceduto sul colpo nella tarda serata di ieri in seguito a un incidente stradale, qualche ora fa è tornata a casa.

TORCHIAROLO - "Perchè la morte non ha portato via me? Perchè?". Nonno Narduccio non si da pace, accovacciato accanto alla bara di suo nipote Ciro, urla il suo dolore, un dolore senza fine. La salma del 17enne di Torchiarolo deceduto sul colpo nella tarda serata di ieri in seguito a un incidente stradale, qualche ora fa è tornata a casa.

In via Bengasi all'angolo con via Monte Grappa. L'abitazione è stata invasa da parenti e amici del giovane studente del Fermi. Un intero Paese incredulo e sconvolto. Domani alle 15 presso la chiesa di Santa Maria Assunta saranno celebrati i suoi funerali.

Ancora una giovane vita spezzata per una comunità che non si è mai più ripresa dopo la tragedia del 24 febbraio di sei anni fa quando in seguito a un incidente stradale persero la vita cinque giovani di Torchiarolo. Il ricordo di quella notte è ancora vivo nei torchiarolesi, i ragazzi rimasero bloccati nella Mini Cooper su cui viaggiavano, morirono carbonizzati.

Ciro Stampalia era figlio unico, un ragazzone alto e piazzato, dallo sguardo buono, innamorato della vita. Il suo papà Mimmo è di origini napoletane, la sua mamma Anna è di Torchiarolo, vivevano per questo figlio.

Ieri sera Ciro Stampalia, 17 anni il 25 febbraio prossimo, tornava da una festa insieme al suo amico Giuseppe Perrone di 19 anni. I due percorrevano la strada provinciale 296 che collega Trepuzzi alla marina di Casalabate, nel Leccese, a bordo di una Lancia Y di colore nero, subito dopo una delle tante curve che caratterizzano quel tratto di strada, all'altezza della piscina Swimming Pool di Trepuzzi, l'utilitaria, dopo aver invaso la corsia opposta, si è schiantata contro un albero di ulivo dal lato del passeggero. Dove era seduto il minorenne.

Ciro, denominato dagli amici "il gigante buono", ha perso la vita sul colpo. Le lesioni riportate in seguito all'urto non gli hanno lasciato scampo. Il suo amico, invece, è rimasto ferito. I soccorsi sono arrivati quando i primi automobilisti hanno percorso la 296, una strada molto frequentata nei mesi estivi e quasi deserta durante l'inverno. Giuseppe Perrone è stato trasportato al Vito Fazzi di Lecce, ha riportato ferite e contusioni guaribili in poco meno di un mese.

Il corpo del 17enne, invece, è rimasto incastrato nelle lamiere. Per estrarlo si è reso necessario l'intervento dei vigili del fuoco.

In tarda nottata la salma dello studente del liceo scientifico Enrico Fermi di Brindisi è stata trasferita presso la camera mortuaria dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce, questa mattina è stata sottoposta all'esame necroscopico e poi quando il pubblico ministero di turno ha rilasciato il nulla osta, è stata restituita alla famiglia.

Nel primo pomeriggio il feretro di Ciro Stampalia è tornato a casa, tra le lacrime e il dolore di chi lo ha amato. E Ciro si è proprio fatto amare da tutti coloro che lo hanno conosciuto, ne è testimonianza la sua bacheca di Facebook, ora invasa da messaggi di cordoglio ma fino a ieri sera piena di frasi di affetto per lui e per il grande amico che era.

"Ciro, nei tuoi occhi vedevamo il futuro, il tuo futuro, con una macchina i tuoi sogni sono volati in un mondo disperso, la luce che emanavi era grande, grande quanto il tuo cuore, eri solare una persona come te non c'è mai stata. Le persone ti vogliono e ti volevano bene, sei stato un caro amico per tutti. Ti vogliamo bene, prenderai di certo un posto nel nostro cuore. Ci manchi tanto", ha scritto uno dei suoi amici.

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