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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca Ostuni

A cena con le detenute di 'Made in Carcere'

Che si fa stasera? Ci vestiamo (rigorosamente) di bianco, entriamo in carcere e si fa festa con buon vino, taralli e mozzarelle. Sì, proprio in carcere, nella sezione femminile di Borgo San Nicola, per “riscrivere la propria storia ricominciando da una pagina bianca”.

Che si fa stasera? Ci vestiamo (rigorosamente) di bianco, entriamo in carcere e si fa festa con buon vino, taralli e mozzarelle. Sì, proprio in carcere, nella sezione femminile di Borgo San Nicola, per "riscrivere la propria storia ricominciando da una pagina bianca". L'iniziativa che avrà luogo il 22 agosto a partire dalle 19, patrocinata da Slow Food, sarà realizzabile perché aziende locali si occuperanno di offrire la cena oltre che per la disponibilità di Antonio Fullone, direttore della struttura, ed è organizzata dall'associazione Salviamo il Bianco di Ostuni e da "Officina creativa" di Luciana Delle Donne, creatrice del marchio "Made in carcere".

Le detenute che lavorano per la realizzazione di t-shirt, braccialetti, borse varie griffate proprio "Made in carcere" stanno sostenendo da qualche tempo la campagna di "Salviamo il bianco", con la realizzazione di prodotti che portano anche il logo "Salviamo il bianco". Ed è questa l'occasione per ringraziarle, oltre che per regalare loro una serata di "normalità" in un periodo vacanziero per tutto il resto del mondo, tranne per chi soggiorna dietro le sbarre e cerca di intraprendere percorsi di recupero.

La cena all'interno della struttura detentiva di Borgo San Nicola sarà offerta da aziende salentine che collaborano con Slow-food. Saranno realizzate dal vivo le mozzarelle e vi saranno taralli, mandorle (offerti da Medibreak) e prodotti tipici, oltre a buon vino. Ai fornelli lo chef di Tenuta Moreno, Vincenzo Elia.

Una cinquantina gli esterni invitati che ceneranno con chi vive in cella: saranno infatti eccezionalmente aperte, seppure a un numero limitato di persone, le porte della casa circondariale diretta da Antonio Fullone. "Una iniziativa che ridona speranza - spiega Carlin Petrini, fondatore e presidente della Fondazione Slow Food - e dà il senso della comunità perché aiuta a ricostruire percorsi di vita che in questo momento sono in una situazione disagiata".

Per Luciana Delle Donne, fondatrice di Made in Carcere, "questa cena è la dimostrazione che la nuova frontiera della ricchezza è dare e darsi, attraverso queste iniziative si comincia a parlare finalmente di educazione sociale".

"Vogliamo celebrare - sottolinea Paolo Pecere presidente dell'associazione Salviamo il bianco - due importanti risultati: la raccolta dei fondi necessari per una parte di tinteggiatura della Città Bianca, Ostuni, grazie alla distribuzione del materiale realizzato in carcere, e la promozione dell'attività lavorativa delle detenute. Cenare con loro non è solo un modo per ringraziarle per il lavoro che stanno svolgendo ma è anche un messaggio di speranza, di solidarietà a quelle donne che hanno commesso un errore e che dimostrano di voler costruire un futuro migliore".

"Abbiamo coinvolto - racconta Marcello Longo, consigliere della Onlus Fondazione SlowFood per la Biodiversità - numerosi produttori, a partire dalla comunità dei produttori caseari dell'Alto Salento, la prima comunità nata nel 2002, per fornire i loro prodotti a sostegno di questa iniziativa di convivialità e solidarietà Saranno infatti prodotte dal vivo le mozzarelle e sarà un momento di interazione con le donne detenute che potranno provare in diretta l'esperienza".

"Il nostro aiuto - spiega Pierangelo Argentieri, responsabile di Tenuta Moreno - nasce nel quadro del progetto Terra Madre, con Slow Food, che prevede di utilizzare chef particolarmente sensibili all'uso di materie prime naturali, fortemente legate ai territori, e creare emozioni nel piatto. Il nostro chef Vincenzo Elia chiuderà un cerchio ideale tra prodotto, gusto e impegno sociale".

 

 

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