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Cronaca Carovigno

A fuoco casa di imprenditore

CAROVIGNO - Un rogo tira l’altro. Ed il clima si fa incandescente a Carovigno, teatro di un nuovo attentato incendiario: nel mirino stavolta l’abitazione di un imprenditore del posto, Salvatore Cavassa, titolare di un’impresa edile che opera anche nel campo dei lavori stradali. Fiamme misteriose, che seguono, a distanza di un paio di settimane, quelle altrettanto inquietanti che hanno investito nell’arco di una settimana uno stabilimento balneare, l’auto del figlio del vice sindaco ed un camion di proprietà di un produttore agricolo.

CAROVIGNO - Un rogo tira l'altro. Ed il clima si fa incandescente a Carovigno, teatro di un nuovo attentato incendiario: nel mirino stavolta l'abitazione di un imprenditore del posto, Salvatore Cavassa, titolare di un'impresa edile che opera anche nel campo dei lavori stradali. Fiamme misteriose, che seguono, a distanza di un paio di settimane, quelle altrettanto inquietanti che hanno investito nell'arco di una settimana uno stabilimento balneare, l'auto del figlio del vice sindaco ed un camion di proprietà di un produttore agricolo.

Episodi sui quali sta indagando il personale dell'Arma.

L'attentato, verificatosi nel cuore della notte, ha devastato la dimora dell'imprenditore, situata in via Greco, in pieno centro a Corovigno. Le fiamme, infatti, hanno causato la distruzione completa della camera da letto e l'annerimento di altri vani dell'appartamento, non compromettendo però, per fortuna, l'agibilità dell'edificio. Per un bilancio complessivo dei danni bisognerà attendere i risultati definitivi delle perizie.

Le indagini, curate dai carabinieri della Stazione di Carovigno (guidati dal maresciallo Dario Candita) e coordinate dal personale della Compagnia di San Vito dei Normanni (al comando del capitano Ferruccio Nardacci e dal luogotenente Domenico Longo), potrebbero entrare nel vivo proprio a seguito di quest'ennesimo episodio.

Non è facile accertare una connessione tra la sequela di fattacci incandescenti. Il primo obiettivo dell'attività investigativa resta dunque l'accertamento del movente, al fine di giungere all'identificazione dei malfattori. I banditi, dopo aver forzato una finestra, si sono introdotti all'interno dell'abitazione abitazione del 49enne costruttore, appiccando l'incendio.

A dare l'allarme, sono stati alcuni vicini di casa, accortisi del fumo proveniente dall'appartamento. Le fiamme, domate dai vigili del fuoco del Distaccamento di Ostuni, hanno dunque causato danni tuttora in corso di quantificazione. Ma è il possibile filo nero, che preoccupa, ossia la probabilità che questo come i precedenti attentati incendiari possano in qualche modo essere collegati tra loro e celare la medesima mano, la stessa regia.

I precedenti, dunque. Il 30 agosto scorso, alle prime luci del mattino, ignoti diedero alle fiamme un camion (modello Fiat Iveco 180), parcheggiato lungo via Maresca, in città. Il rogo, di chiara origine dolosa, distrusse la motrice del mezzo. L'intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Ostuni consentì di salvare il rimorchio dell'autoarticolato. Non particolarmente in vista la vittima: Matteo De Cillis, 30 anni del posto, commerciante di olive.

Decisamente più noto, invece, il bersaglio dell'attentato incendiario consumato all'alba del 23 agosto scorso: le fiamme, anche in questo caso di evidente matrice dolosa, distrussero la Fiat Punto di Pasquale Semeraro: 20 anni figlio di Nicola Semeraro, vicesindaco del Comune di Carovigno, nonché costruttore con interessi nel turismo.

Erano le 3.30 del mattino quando nella località balneare di Torre Santa Sabina, in via delle Orchidee l'auto del giovane, parcheggiata nei pressi di casa, venne divorata dalle fiamme, partire dall'interno dell'abitacolo. Sul gesto a tutt'oggi è mistero: diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti, compresa la possibilità che la malavita fosse intenzionata a lanciare qualche messaggio trasversale al papà del ragazzo, imprenditore di successo e tra gli assessori più in vista della giunta guidata dal sindaco Vittorio Zizza.

L'amministratore, in quota al Popolo delle Libertà, vice sindaco e assessore dall'aprile del 2008, ha delega in materia di Finanze, Programmazione, Politiche comunitarie, Personale, Patrimonio, Ecologia e Tutela del Territorio. Gli investigatori starebbero continuando a battere soprattutto la pista legata all'attività professionale, dal momento che Semeraro è anche molto attivo nel settore immobiliare e delle strutture turistiche.

Ed infine: nelle stesse ore in cui la malavita prendeva di mira il figlio del vice sindaco, a Pantanagianni, sempre lungo la costa carovignese, andavano a fuoco alcune attrezzature da spiaggia nella concessione del beach bar Torqueda.

In fumo tre sdraio e 4 lettini. I piromani entrarono in azione intorno alle 4.30 del mattino prendendo di mira il lido gestito dalla 47enne Antonia Mele, e provocando danni per diverse centinaia di euro.

Quattro incendi misteriosi (e dolosi) in tre settimane. Solo coincidenze? E' quello che a questo punto vogliono capire gli investigatori.

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