menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Vigili del fuoco sul luogo dell'incendio

Vigili del fuoco sul luogo dell'incendio

A fuoco il podere della masseria dove fu ammazzato Hugo

OSTUNI - Tramonto di fuoco, lì dove la notte seminò morte. Un misterioso incendio, sviluppatosi all’imbrunire e alimentato dal vento e dalla sterpaglia, ha distrutto alcuni ettari di macchia mediterranea attorno alla Masseria che fu teatro nella notte tra il 24 e il 25 luglio del 2006 dell’omicidio di Eggo Buthz, in arte Hugo: classe 1936, tedesco di origine, pugliese di adozione, titolare sino a qualche anno prima di una nota e frequentata birreria a Specchiolla, lungo il litorale di Carovigno.

OSTUNI - Tramonto di fuoco, lì dove la notte seminò morte. Un misterioso incendio, sviluppatosi all'imbrunire e alimentato dal vento e dalla sterpaglia, ha distrutto alcuni ettari di macchia mediterranea attorno alla masseria che fu teatro nella notte tra il 24 e il 25 luglio del 2006 dell'omicidio di Eggo Buthz, in arte Hugo: classe 1936, tedesco di origine, pugliese di adozione, titolare sino a qualche anno prima di una nota e frequentata birreria a Pantanaggianni, lungo il litorale di Carovigno.

Le fiamme hanno lambito il vecchio casolare, arrivando a minacciare alcune abitazioni circostanti nonché la pineta di Lamaforca: ad un palmo dal mare, ai confini tra la Città Bianca e Carovigno. Diversi ettari di terreno, quelli andati in fumo, insieme ad alcuni attrezzi agricoli e a un paio di automezzi in disuso: ferraglie custodite proprio all'interno del podere che appartenne ad Hugo. Sulle cause che hanno scatenato il rogo, sono in corso indagini da parte dei carabinieri, giunti sul posto e impegnati in queste ore ad eseguire diversi rilievi, finalizzati ad accertare l'eventuale origine dolosa dell'incendio. A dare l'allarme, attorno alle 19.30, sono stati alcuni automobilisti di passaggio, resisi conto della violenza del fuoco.

Col passare dei minuti le fiamme, spinte dal vento, si sono propagate a macchia d'olio, favorite da una distesa di erba secca. Il fuoco ha circondato l'antico rudere di Hugo, rischiando di inghiottire almeno un paio di villette, attigue alla decadente costruzione. Sul posto, insieme ai pompieri del Distaccamento di Ostuni, sono accorse anche le squadre del Comando provinciale di Brindisi, compresa l'unità antincendio boschivo. A supporto, anche i volontari della protezione civile della Città Bianca.Un intervento, quello dei mezzi di soccorso, che ha consentito di circoscrivere le fiamme, salvaguardando le quattro mura che custodiscono i segreti di un delitto tuttora in cerca d'autore. Gli assassini di Hugo, non hanno un volto e un nome. Quella notte riuscirono a scovare all'interno di una vecchia lavatrice e quindi a portar via dalla masseria anche 30.000 euro: i risparmi della vittima.

Un omone con il corpo riverso per terra, in una pozza di sangue, sulla terrazza con vista sul mare. Segni tangibili: un profondo squarcio alla testa. Così fu rinvenuto il corpo di Hugo. Era l'estate di quattro anni fa. Quando sul posto giunsero gli operatori del Servizio 118, il cuore di Hugo batteva ancora. Pochi secondi, il tempo di provare a rianimarlo. Poi il decesso. In questi anni gli investigatori hanno provato a fare luce sull'efferato omicidio. Nell'immediatezza dei fatti fu messa sottotorchio la stessa ex compagna di vita del commerciante, unico teste che potesse offrire una sommaria ricostruzione dei fatti. Il suo fu un interrogatorio fiume. La donna - Margharet Klaus, all'epoca 49 anni, anche lei di origini tedesche, per anni convivente della vittima seppure col tempo divenutane poco più che "coinquilina" - nonostante i dubbi e le riserve degli inquirenti ne uscì senza macchia. La morte di Hugo, intanto, resta avvolta nel mistero

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Puglia. Wedding: regole sanitarie e "covid manager" per ripartire

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento