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A Roma con 230 chili di hascish: il brindisino resta in carcere

Resta recluso nel carcere di Regina Coeli il brindisino che martedì scorso (3 maggio) è stato trovato alla guida di un furgone contenente 230 chili di hascisc, per le vie di Roma. Il 34enne Tony Martinese

BRIBNDISI – Resta recluso nel carcere di Regina Coeli il brindisino che martedì scorso (3 maggio) è stato trovato alla guida di un furgone contenente 230 chili di hascisc, per le vie di Roma. Il 34enne Tony Martinese, difeso dall’avvocato del foro capitolino Domenico Naccari, giovedì mattina (5 maggio) si è presentato davanti al gip del tribunale di Roma, Donatella Pavone, per l’interrogatorio di convalida dell’arresto disposto dal pm Paolo D’Ovidio.

A carico di Martinese, residente al rione Perrino, grava l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti del commissariato Trevi-Campo-Marzio al comando del dirigente Bruno Failla sono impegnati in un’indagine serrata che potrebbe aprire nuovi scenari sui traffici di droga che dalla Città Eterna si diramano verso la Puglia. Martinese di certo non può aver agito da solo.

Dietro a una spedizione così ingente di sostanza stupefacente, non può non esserci un’organizzazione con solide radici. Le forze dell’ordine stanno cercando di capire a chi fosse destinato quel carico. Sarebbe rimasto entro le mura della capitale? Oppure avrebbe imboccato la strada che porta a Brindisi?

I poliziotti da settimane erano impegnanti in un’indagine sui fiumi di droga che si riversano verso i locali della movida notturna. La mattina del 3 maggio, è arrivata la svolta. Dopo aver fiutato la pista giusta, gli agenti si sono messi sulle tracce di Martinese, intercettandolo in zona Rocca Cencia, nel quartiere Casilino, mentre procedeva al volante di un furgoncino che a prima vista trasportava imballaggi contenenti cuscini.

Da un accurato controllo, però, è emerso che oltre ai cuscini c’erano cinque cartoni chiusi con nastro adesivo, che contenevano 230 chili di hascisc divisi in panetti. Il ritrovamento è avvenuto in un’area degradata della metropoli, dove è altro il livello di attenzione nei confronti della malavita. E’ ancora da appurare, però, attraverso quali canali Martinese sia arrivato fin lì. 

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