Cronaca Torchiarolo

A Torchiarolo nasce un marchio di identificazione territoriale

Il Consiglio Comunale ha approvato la "Istituzione della D.O.T. per la difesa, la promozione e la valorizzazione delle colture locali in generale e dell'olivo in particolare. Contestualmente ha approvato anche il regolamento e il marchio di identificazione"

TORCHIAROLO - Il Consiglio Comunale, nella seduta del 26 ottobre scorso, ha approvato (con delibera nr. 43/2016)  la “Istituzione della D.O.T. per la difesa, la promozione e la valorizzazione delle colture locali in generale e dell’olivo in particolare. Contestualmente ha approvato anche il regolamento e il marchio di identificazione”. 

“Dare identità alla qualità di un prodotto, associandolo ad un territorio di origine è una operazione utile e meritoria, alla cui realizzazione vengono chiamate le istituzioni, le Pubbliche amministrazioni, i Comuni  i comprensori, i consorzi, le aziende e le persone di buona volontà, insomma, tutti gli attori del mercato, perché, siamo tutti convinti che solo la responsabilità, il decoro e il rispetto delle regole, determinino il successo di una iniziativa che, con il concorso e la sinergia  di tutti, si trasformi in realtà fattuale, trasformando così i sogni in realtà”, commenta il sindaco di Torchiarolo Nicola Serinelli.

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“Fare sistema e promuovere sinergie tra produttori di olio extra vergine, agricoltori, ristoratori, accoglienza, tradizione, cultura, arte e Storia, come presupposto di identità territoriale è iniziativa capace di creare valore aggiunto, anche economico e occupazionale, ed è tra le priorità e peculiarità di una pubblica amministrazione. Muoversi sul piano strategico e unire gli intenti sviluppando un progetto comune, significa dare valenza economica indiscutibile ed attrattiva a comuni interessi che vadano nella direzione di valorizzare un bene comune/sociale diffuso, in grado di cambiare radicalmente il futuro del nostro territorio. A tal proposito, l'amministrazione comunale di Torchiarolo ha ritenuto essenziale far propria ed aderire convintamente all'iniziativa dell'istituto italiano certificazione qualità  di Torino  di riconoscere e connotare il territorio comunale quale "zona a denominazione di origine territoriale  (Dot)”.

“Promuovendo la valorizzazione del nostro comprensorio e conseguentemente dei nostri prodotti  di eccellenza, olio, vino  ed altre colture considerate erroneamente minori ma non meno importanti per la nostra economia, dotandole del marchio Dot strumento indispensabile alle aziende e ai consorzi che vorranno affrontare con serenità le ardue sfide del mercato, in regime di libera concorrenza. L'esperienza di altri paesi e di altre realtà similari, volta al recupero identitario, che lega indissolubilmente il prodotto agricolo al territorio di origine determina valore commerciale assai rilevante, distinguendo i nostri prodotti di eccellenza da altre produzioni senza identità nostre concorrenti”.

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“Naturalmente l'esibizione orgogliosa del marchio Dot (Denominazione di origine territoriale), attiverà un cospicuo, quanto salutare, volano che si riverbererà sul prodotto e sulla credibilità delle Aziende,                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                andando a generare vantaggi importanti per quei prodotti e produttori agricoli, orgogliosi delle proprie origini, in predicato di testimoniarsi Italiani, pugliesi, fieri di connotarsi tali. Non possiamo sottacere che il territorio di Torchiarolo, con la vicenda “flagello Xylella”, ha avuto un danno rilevante non solo di immagine, ma anche economico, danno che doveva essere assolutamente riparato con un Progetto di sistema Dot (Denominazione di origine territoriale) volto alla valorizzazione dell'intero comparto oleario, attraverso l'unione di azioni convergenti verso la sviluppo di una nuova identità che recuperasse, su basi nuove, anche l 'olio extravergine, che  produciamo sui nostri 1.700 ettari di ulivi. La superficie totale coltivata ad ulivi, sull'intero territorio del Comune di Torchiarolo è infatti di circa 1.672 ettari; si tratta di un numero enorme se si pensa che l'intera superficie del Comune è di circa 32 Kilometri quadrati, pari a 3.200 ettari, dunque, più della metà del territorio è coltivato ad ulivi; vi sono circa 900 Aziende olivicole, che impiegano circa 1.000 addetti, a fronte di circa 5.500 abitanti. Sull'intero territorio Comunale insistono 200mila alberi di ulivo; Almeno 2.000 sono ulivi monumentali, ossia plurisecolari; Vi sono circa 15 Aziende Agrituristiche".

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"Sussiste una qualificata presenza di zone ulivate soggette a vincoli archeologici e paesaggistici. Per le ragioni sopra descritte occorreva attivare ogni iniziativa tesa a tutelare, promuovere e valorizzare i prodotti locali e le colture territoriali, in particolare l'ulivo e il vino; è  conseguita pertanto l'opportunità di attivare, istituendola, una "zona a denominazione di origine territoriale" entro la quale promuovere, attraverso un marchio di qualita',  l'eccellenza dei prodotti ivi coltivati. E’ ciò che ha fatto la massima assise consiliare approvando la delibera nr.43/2016. Detto marchio è stato identificato nel Dot (Denominazione di Origine Territoriale) promosso dall'istituto italiano certificazione qualità di Torino appunto a difesa dell'identità del nostro patrimonio agricolo".

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