Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Abuso d'ufficio: indagati Amati e Di Bari

FASANO – Bufera sul Piano di recupero del Centro storico di Fasano. Due avvisi di garanzia sono stati notificati nella giornata di oggi all'assessore regionale alle opere Pubbliche e alla Protezione Civile, Fabiano Amati e al sindaco di Fasano, Lello Di Bari. L’ipotesi di reato contestata a entrambi sarebbe abuso di ufficio. Le indagini della procura di Brindisi, coordinate dal sostituto procuratore Valeria Farina Valori, ruoterebbero attorno all’approvazione del Piano di recupero del centro storico di Fasano, strumento urbanistico che in fase di redazione segnò qualche anno fa una inedita intesa tra il primo cittadino e l’allora capo dell’opposizione di centrosinistra al Comune di Fasano.

FASANO - Bufera sul Piano di recupero del Centro storico di Fasano. Due avvisi di garanzia sono stati notificati nella giornata di oggi all'assessore regionale alle opere Pubbliche e alla Protezione Civile, Fabiano Amati e al sindaco di Fasano, Lello Di Bari. L'ipotesi di reato contestata a entrambi sarebbe abuso di ufficio. Le indagini della procura di Brindisi, coordinate dal sostituto procuratore Valeria Farina Valori, ruoterebbero attorno all'approvazione del Piano di recupero del centro storico di Fasano, strumento urbanistico che in fase di redazione segnò qualche anno fa una inedita intesa tra il primo cittadino e l'allora capo dell'opposizione di centrosinistra al Comune di Fasano.

Fu proprio Amati, infatti, a ricevere nel 2008, su nomina del sindaco Di Bari, l'incarico per il completamento dell'iter relativo all'approvazione definitiva del Piano di recupero del centro storico di Fasano, Savelletri e Torre Canne. Delega piena, sebbene Amati occupasse i banchi della minoranza. Incarico che sotto il profilo politico fece scalpore, sollevando malumori nel centrodestra come nel centrosinistra. Non è ancora chiaro, allo stato, quali, a margine di quell'iter, siano le precise contestazioni mosse oggi da parte della Procura brindisina, che in merito alla vicenda ha già peraltro intenzione di convocare, in qualità di persone informate dei fatti, alcuni tecnici e professionisti, chiamati ad offrire la loro testimonianza in riferimento agli aspetti oggetto dell'attività di indagine. Stando alle prime ipotesi in merito alla tesi sostenuta dall'accusa, Amati era incompatibile con l'incarico in quanto proprietario di alcuni immobili nel centro storico.

Già, intanto, si registrano le prime reazioni da parte dei due amministratori raggiunti da avviso di garanzia. "Sono contento, perché finalmente potrò spiegare anche al pm la mia posizione su questa vicenda". E' quanto commenta l'assessore regionale Fabiano Amati, che in merito ha aggiunto: "Il Tar di Lecce si è espresso per ben due volte, ritenendo che non vi fosse alcuna incompatibilità nella redazione del piano". Sorpreso si dichiara invece il sindaco Lello Di Bari: "Credevo che fosse un caso ormai chiuso. Se Amati fosse stato incompatibile, anche altri 24 consiglieri comunali non avrebbero potuto partecipare all'approvazione del piano perché possiedono immobili nel centro storico".

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