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Mimmo Consales in aula accanto al suo difensore di fiducia Massimo Manfreda. Nella foto anche l'avvocato Carmelo Molfetta difensore di Sabino Porro e Alessio Vincitorio

Mimmo Consales in aula accanto al suo difensore di fiducia Massimo Manfreda. Nella foto anche l'avvocato Carmelo Molfetta difensore di Sabino Porro e Alessio Vincitorio

Abuso, truffa e concussione: il pm chiede sei anni e dieci mesi per Consales

Requisitoria per le vicende News ed Equitalia: "Cessione di quote della società solo una simulazione, call center e rassegna stampa necessari per la sopravvivenza di fronte a 800mila euro di debiti. Tentativo anche di depistaggio indagini. Se non avesse partecipato alle delibere di Giunta, forse sarebbe ancora sindaco". Su debiti pagati in contanti: "Come nei film di Fantozzi"

BRINDISI – “Se Consales non avesse partecipato alla Giunta, non una ma due volte, forse non saremmo qui e probabilmente sarebbe ancora sindaco visto che le vicende processuali sono partite dalle delibere in favore della News, la sua ex società, che imbarcava debiti e che lui aveva interesse a tenere in vita dopo la cessione di quote che era solo una simulazione”: confermando le accuse di abuso in atti d’ufficio, truffa aggravata ai danni del Comune di Brindisi e concussione, il pm ha chiesto la condanna dell’ex sindaco a sei anni e dieci mesi di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici. Chiesta anche la condanna di Sabino Porro ex socio e giornalista alla pena di un anno e sette mesi e 750 euro di multa; un anno e quattro mesi e 600 di multa per Alessio Vincitorio, nuovo titolare della News, e  sei anni e otto mesi per Giuseppe Puzzovio, ex direttore della sede di Brindisi di Equitalia con interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Il pm Giuseppe De NozzaLa requisitoria è stata consegnata dal sostituto procuratore Giuseppe De Nozza al Tribunale presieduto da Gienantonio Chiarelli, di fronte al quale è stato incardinato il dibattimento penale arrivato a conclusione dopo due anni e quattro mesi di udienze, scanditi dall’ascolto di testi in favore della pubblica accusa e della difesa di Consales che ha sempre respinto gli addebiti, affidata all’avvocato Massimo Manfreda. Sabino Porro e Alessio Vincitorio sono entrambi difesi dall’avvocato Carmelo Molfetta.

E’ dalla cessione di quote della società a ridosso dell’elezione a primo cittadino di Brindisi che nasce l’inchiesta a cui farà seguito il secondo filone relativo al pagamento di alcune rate del debito della News nei confronti di Equitalia con contestazione della concussione e della violazione delle disposizioni in materia di riciclaggio perché il pm ha confermato che il denaro fosse di provenienza “non tracciabile”.

Da qui, l’inchiesta bis, che ha portato il 6 febbraio 2016 all’arresto, ai domiciliari, di Consales, con l’accusa di corruzione in concorso con l’imprenditore Luca Screti in qualità di amministratore unico della Nubile: secondo il pm, il denaro impiegato dall’ex sindaco per saldare la posizione debitoria, sarebbe stato fornito da Screti dopo l’affidamento dell’appalto per la gestione dell’impianto di Cdr di proprietà del Comune in favore della Nubile. Screti, come si ricorderà, ha ammesso il do ut des, specificando di aver prelevato dal suo conto corrente, attingendo dalla somma percepita come amministratore unico. Per la corruzione, il pm De Nozza ha chiesto il processo per entrambi.

“Consales era in una evidente situazione di interesse personale”, ha sottolineato il pm ricostruendo la vicenda News. “Lo sapeva a marzo 2012 e a maggior ragione a gennaio 2013 dopo che c’era stato il can-can delle opposizioni anche in Consiglio comunale sull’affidamento dei servizi di rassegna stampa e call center alla News, ma lui che stupido non è, si siede in Giunta”. Per quale motivo? La risposta, secondo il pm, è la seguente: “La News era la sua fonte di sostentamento, lì voleva tornare dopo l’esperienza politico-amministrativa e quei contratti del Comune erano necessari per la sopravvivenza  della società vista la situazione debitoria”.

“C’erano 400mila euro di debiti come accomandante della sas più altrettanti in capo a Consales come persona fisica, per cui un appalto da 1.500 euro al mese dal Comune, che peraltro nel 2011 era il primo cliente della società, era una boccata di ossigeno”, ha detto De Nozza. “Sulla consistenza debitoria, determinante è la consulenza di Cassano secondo cui non c’erano prospettive, né capacità attuali della News di fronte al continuo imbarcare debiti”.

Secondo il sostituto procuratore, inoltre, sono tre gli elementi in base ai quali è possibile sostenere che la cessione di quote in favore di Vincitorio fosse solo fittizia: “E’ stata concepita come scudo, era una simulazione con Vincitorio nei panni di vittima sacrificale: Consales continua a mantenere il telefono, le bollette sono a carico del conto corrente della società nell’ordine di 700-800 euro a bimestre, ha l’auto (la Ford Kuga che sarà data alle fiamme, ndr) la cui quota di ammortamento è inserita nel bilancio della News e continua ad avere la disponibilità dei locali”.

De Nozza ha ricordato che in occasione della perquisizione, i cassetti erano chiusi e le chiavi le aveva Consales: “Venne contattato da Porro, arrivò con per aprire e nei cassetti c’erano suoi documenti personali”. Consales era già sindaco di Brindisi. “La lettera che Consales sostiene di aver scritto a Porro dopo il 20 gennaio 2012 è un falso, finalizzato a depistare le indagini per lanciare il messaggio per cui se il passaggio non era avvenuto, la colpa era solo di Porro che in quel periodo non era sotto inchiesta. E’, quindi, un tentativo maldestro di far slittare la responsabilità su Porro il quale, ascoltato, consegnerà quella missiva solo in occasione del suo terzo interrogatorio. Perché non ha consegnato prima? Ha detto che nessuno gliel’aveva chiesta”.

“In ultimo, per questa vicenda, ricordo che Vincitorio, non era giornalista ma fotoreporter per cui non era possibile l’affidamento dei servizi che il Comune riconosce alla News sin dal dicembre ’98 con Giovanni Antonino sindaco. E lo fa perché c’è Consales, giornalista inserito in una struttura altamente qualificata, sulle cui competenze professionali nessuno ha mai sollevato dubbi”. Nella vicenda della News, parte civile è Paola Baldassarre, all'epoca vice sindaco, rappresentata dall'avvocato Vergine.

Quanto a Equitalia: in concorso con Giuseppe Puzzovio, ex direttore dell’agenzia di Brindisi, Consales risponde di concussione e di abuso d’ufficio. Consales è ritenuto “determinatore e/o istigatore”, l’altro avrebbe “costretto anche con minaccia implicita i dipendenti della sede di Brindisi di Equitalia” a “quietanzare contra legem più rate del debito di Cosimo Consales, persona fisica” facendo in tal modo conseguire “indebite utilità consistite nell’utilizzare provviste di denaro non tracciate e in violazione della normativa antiriciclaggio, nonché consistita nell’evitare la procedura di recupero coattivo del credito”.  Puzzovio avrebbe inoltre messo a disposizione di Consales il proprio conto corrente per l’emissione di un assegno circolare di 4.500 necessario al pagamento di una delle rate pattuite. Per quale motivo? Qual era l’interesse di Puzzovio? “Questo è il buco nero di questo processo, ma è certo che un interesse doveva averlo se si è giocato la carriera e se ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere”.

Secondo il pm, in alcune circostanze, la storia del pagamento in contanti, ha assunto i contorni di una sceneggiatura cinematografica: “Mi ha ricordato un film di Fantozzi, qui la realtà supera di ran lunga la fantasia”. Perché tutti sapevano che non era possibile procedere con il pagamento in contanti. La concussione contestata a Consales, sempre il pm, è assimilabile alla “posizione di chi è accusato di essere mandante dell’omicidio e poi dice che non c’entra niente”.

La conclusione, per il pm è una: "Affermazione della responsabilità penale di Consales per tutti i reati contestati, ritenuto pià grave quello della concussione consumata, con vincolo di contiuazione per gli altri perché commessi in uno stesso disegno criminoso, e condanna a sei anni e dieci mesi", ha detto De Nozza. "Pena base pari a sei anni, paumento di un mese per ciascun episodio di concussione tentata, di tre mesi per un'altra concussione consumata e di un mese per abuso d'ufficio e un mese per la truffa aggravata". Per il rappresentante della pubblica accusa non ci sono i presupposti per il riconoscuimento delle attenuanti generiche, pur essendo Consales incensurato.

La sentenza, inizialmente prevista in serata, è stata poi rinviata al 17 marzo, dopo le repliche delle parti, Il difensore di Consales ha la parola per la sua arringa, molto articolata, attorno alle 15. L'avvocato Massimo Manfreda ha chiesto l'assoluzione per l'ex sindaco di Brindisi, perchè i fatti contestati non sussistono, Secondo la difesa, le delibere della News erano atti collegiali non soggetti a responsabilità individuale.

L'assoluzione è stata chiesta anche dall'avvocato Michele La Forgia per l'ex dirigente di Equitalia Brindisi, Giuseppe Puzzovio, perchè la richiesta esercitata nei confronti di due dipendenti per agevolare l'accettazione dei pagamenti di Consales sarebbe assimilabile a un atto gerachico, e non a una pressione concussiva. E assoluzione piena è stata infine chiesta per gli altri due imputati del processo, Sabino Porro e Alessio Vinciotorio, dall'avvocato Carmelo Molfetta. Le delibere di giunta comunale per la News erano atti di indirizzo politico, che non potevano produrre effetti sul piano amministrativo in assenza di una determina dirigenziale. E in questo caso il dirigente era Angelo Roma, prosciolto da ogni ipotesi di reato in fase di indagini preliminari.

Articolo aggiornato alle 18,31


 

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