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Il laboratorio da acconciatore Chimienti a Francavilla Fontana. Sotto, il tronco usato per l'intrusione dell'aprile 2016

Il laboratorio da acconciatore Chimienti a Francavilla Fontana. Sotto, il tronco usato per l'intrusione dell'aprile 2016

Gli segnalano presenze nel negozio chiuso e sorprende tre minorenni

Avvertito da alcune persone che avevano notato la situazione sospetta, un noto acconciatore di Francavilla Fontana, Sergio Chimienti, va ad aprire il suo laboratorio di coiffeur ed estetica in viale Lilla e vi sorprende tre ragazzini

FRANCAVILLA FONTANA – Avvertito da alcune persone che avevano notato la situazione sospetta, un noto acconciatore di Francavilla Fontana, Sergio Chimienti, va ad aprire il suo laboratorio di coiffeur ed estetica in viale Lilla, il cuore della vita sociale della città, e si trova di fronte a tre minorenni che si erano introdotti nel negozio. Già lo scorso anno ad aprile Chimienti aveva subito una incursione nel suo laboratorio, e gli intrusi avevano provocato gravi danni alle attrezzature.

Il problema, in questa situazione, va ricondotto alla chiusura notturna della adiacente villa comunale. Le forze dell’ordine non possono perciò accedervi agevolmente per i controlli, mentre malintenzionati e ladri sì, perché per loro scavalcare la recinzione è una azione abituale. E la villa comunale diventa il punto di partenza per le incursioni. Nella notte del 25 aprile del 2016 gli autori dell’intrusione vandalica nel negozio di Sergio Chimenti utilizzarono infatti un tronco d’albero come passerella per transitare dalla villa agli edifici attigui.

Il tronco utilizzato il 25 aprile 2016 dai vandali entrati nel negozio dell'acconciatore Sergio Chimienti-2

E anche questa volta il quattordicenne e i due tredicenni colti sul fatto dal coiffeur la sera di mercoledì 16 agosto devono aver seguito lo stesso percorso. Ci sono ben quattro muri di quattro metri di altezza da superare per giungere sul retro del negozio, partendo dalla villa. Colti di sorpresa, e in preda alla paura, i tre ragazzini hanno raccontato di essere stati costretti ad arrampicarsi sulle case intorno e ad entrare nel negozio perché nella villa comunale avevano incontrato gente che li aveva minacciati di morte e inseguiti.

Una scusa molto traballante, ma Chimienti ha deciso ugualmente di non sporgere denuncia. I carabinieri e i vigili urbani intervenuti sul posto hanno convocato i genitori dei tre minorenni e li hanno riconsegnati agli stessi secondo le procedure previste. Resta però il problema della villa comunale non accessibile ai pattugliamenti, e questo annoso problema, fonte di non poche polemiche in passato, deve risolverlo il Comune. Tanto chi non dovrebbe metterci piede passa comunque. Tanto vale trovare cambiare sistema.

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