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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Accusato di abusi sulla figlioletta, un ostunese parla di vendetta della moglie

OSTUNI – Violenza sessuale nei confronti della figlia di tre anni. Un capo di imputazione pesantissimo non solo sul piano penale che ha portato in un’aula del palazzo di giustizia L. G., operatore carcerario di Ostuni, denunciato dalla ex moglie, A. S., che avrebbe ricevuto dalla bambina questa confessione. L’imputato, difeso dagli avvocati Aldo e Mario Guagliani, ha sempre respinto questa accusa, ribaltandola: “E’ stata la mia ex moglie a vendicarsi denunciando una cosa non vera per impedirmi di avere l’affidamento congiunto”. Il processo è stato rinviato al 4 febbraio.

OSTUNI - Violenza sessuale nei confronti della figlia di tre anni. Un capo di imputazione pesantissimo non solo sul piano penale che ha portato in un'aula del palazzo di giustizia L. G., operatore carcerario di Ostuni, denunciato dalla ex moglie, A. S., che avrebbe ricevuto dalla bambina questa confessione. L'imputato, difeso dagli avvocati Aldo e Mario Guagliani, ha sempre respinto questa accusa, ribaltandola: "E' stata la mia ex moglie a vendicarsi denunciando una cosa non vera per impedirmi di avere l'affidamento congiunto". Il processo è stato rinviato al 4 febbraio.

I fatti risalgono al 2008. L'imputato e la moglie erano già separati. La bambina, affidata alla mamma, stava spesso con il papà e i genitori non erano in conflitto. Probabilmente la separazione era stata inevitabile e aveva normalizzato una convivenza non facile. La situazione un bel momento precipita. La ex moglie è sconvolta da quanto la figlioletta le ha detto e stenta a credere che possano esserci state delle attenzioni particolari da parte dell'uomo. Si rivolge ad una psicologa che parla con la bambina. E il risultato è analogo. Il padre l'ha accarezzata dove non avrebbe mai dovuto fare.

La signora si rivolge all'avvocato Fabio Di Bello è sporge denuncia. Il sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro dispone una serie di accertamenti, compresa una conversazione da parte di un perito di ufficio con la piccola. Che in questa occasione non ripete le stesse cose. Il reato è grave e la custodia cautelare dovrebbe essere scontata. Ma ci sono molti dubbi e il pm chiede il giudizio senza passare attraverso la privazione della libertà dell'imputato. L'uomo si difende strenuamente. "E' stata la vendetta di mia moglie perché ho chiesto l'affidamento congiunto", afferma. Il giudice monocratico De Angelis dovrà vagliare anche questo aspetto.

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