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Cronaca Fasano

Accusato del rogo dell'auto del comandante della Guardia Costiera: patteggia

Un anno, sei mesi e venti giorni di reclusione inflitti a un pescatore 44enne. Il 7 dicembre 2022 l'incendio del mezzo del comandante dell'ufficio marittimo di Savelletri

BRINDISI - Ha patteggiato la pena il pescatore fasanese accusato di aver dato fuoco all'auto del comandante della Guardia Costiera di Savelletri. L'episodio risale al 7 dicembre 2022. I carabinieri fasanesi, sempre il 7 dicembre, individuarono con un arresto lampo il presunto responsabile del gesto. L'uomo venne posto agli arresti domiciliari. Il 44enne R.B., assistito dall'avvocato Marcello Zizzi, ha patteggiato una pena pari a un anno, sei mesi e venti giorni di reclusione. Il gip del Tribunale di Brindisi che si è occupato del caso è Vittorio Testi, il pm è Giuseppe De Nozza della Procura di Brindisi.

Ora il 44enne è stato rimesso in libertà. Per quanto riguarda l'episodio in sé, il mezzo andato a fuoco apparteneva a Vito Domenico De Mario, comandante dell'ufficio locale marittimo della Guardia Costiera di Savelletri. L'auto era una Nissan Micra. I carabinieri di Fasano indirizzarono subito le indagini in una precisa direzione, pensando subito all'atto doloso.

Dopo avere raccolto la denuncia da parte della vittima dell'atto, i carabinieri di Fasano, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Brindisi, avevano avviato un'indagine che all'epoca aveva consentito di raccogliere, in brevissimo tempo, diversi elementi indiziari a carico del 44enne. Dopo l'arresto, il pescatore venne posto agli arresti domiciliari.

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