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Giornali e caso Lidl: non c'è limite alla macchina del fango

"Lidl apre il 24 novembre. E la pubblicità solo a chi ha taciuto sulle assunzioni" è un titolo offensivo nei confronti degli altri giornali. E' una delle aperture odierne di BrindisiTime, campeggia in prima pagina e introduce un articolo non firmato

“Lidl apre il 24 novembre. E la pubblicità solo a chi ha taciuto sulle assunzioni” è un titolo offensivo nei confronti degli altri giornali. E’ una delle aperture odierne di BrindisiTime, campeggia in prima pagina e introduce un articolo non firmato. Si presume, allora,  che se ne assuma la totale responsabilità il direttore della testata, Damiano Tasco.

Per questa testata lavora l’ex sindaco Mimmo Consales. Si dice che sia lui il vero proprietario e ideatore del giornale, ma visto che è un giornalista professionista  dovrebbe sapere bene che l’informazione è una cosa, e la pubblicità è un’altra, malgrado la degenerazione in corso da tempo anche da queste parti, quindi dovremmo escludere che sia stato lui a tentare di gettare fango su altri giornali che, secondo titolo ed articolo avrebbero taciuto chissà che cosa pur di ottenere un contratto pubblicitario.

Può essere stato il direttore Damiano Tasco? Lo sapremo presto, perché ovviamente la cosa non finisce qui. Qualcuno deve imparare che l’impunità è finita da un pezzo anche nel settore dell’informazione, e che se si vuol fare una guerra la si faccia a proprie spese senza coinvolgere altri. I lettori (di articoli, oltre che di titoli) sanno distinguere molto bene tra chi utilizza i giornali per fare informazione e chi per altro.

Quindi BrindisiTime si prepari a dimostrare nelle sedi opportune che qualche giornale “ha taciuto sulle assunzioni” per ottenere vantaggi commerciali. Una azienda assume chi vuole, secondo le norme e le procedure sul mercato del lavoro. I contingenti di lavoratori locali sono oggetto di trattative sindacali, o in taluni casi di contratti di programma o di altre forme di vincolo stabilite con la Regione.

Se poi la politica brindisina, o le organizzazioni sindacali, non sono riuscite ad incidere sul reclutamento della sede di Brindisi di Lidl, lo si può raccontare, criticare, persino denunciare, ma senza accusare altri giornali di connivenza non si sa bene con chi e per cosa.

Denigrare gli altri per cercare di ottenere maggior favore dei lettori per la propria linea editoriale non è consentito dalle regole deontologiche e neppure da quelle delle civili relazioni. E noi non permetteremo a nessuno di colpire con falsità e titoli oltraggiosi il nostro giornale.

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