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Cronaca

Acque Chiare 2, per ora un rinvio

BRINDISI - Acque Chiare, l'inizio del secondo atto rinviato al 9 maggio, a urne delle elezioni comunali ancora fumanti (si vota il 6 e 7 maggio), con un nuovo sindaco e un mucchio di cocci da rimettere insieme. E forse con una decisione da rielaborare: quella della costituzione di parte civile del Comune di Brindisi contro i proprietari delle villette di Acque Chiare, anzi potenzialmente "ex" vista la confisca disposta dalla sentenza di primo grado letta martedì sera, e contro Vincenzo Romanazzi, il costruttore, ed il notaio Bruno Cafaro, l'istruttore dei rogiti.

BRINDISI - Acque Chiare, l'inizio del secondo atto rinviato al 9 maggio, a urne delle elezioni comunali ancora fumanti (si vota il 6 e 7 maggio), con un nuovo sindaco e un mucchio di cocci da rimettere insieme. E forse con una decisione da rielaborare: quella della costituzione di parte civile del Comune di Brindisi contro i proprietari delle villette di Acque Chiare, anzi potenzialmente "ex" vista la confisca disposta dalla sentenza di primo grado letta martedì sera, e contro Vincenzo Romanazzi, il costruttore, ed il notaio Bruno Cafaro, l'istruttore dei rogiti.

I primi, massa pervasa dalla rabbia causa la perdita (ma ci sono ancora due gradi di giudizio) della casa nel complesso turistico alberghiero sulla costa nord di Brindisi, questa volta in veste di imputati di abusivismo edilizio negoziale per aver acquistato quegli immobili messi sul mercato in violazione della norma, che ne vietava l'alienazione frazionata prima di dieci anni, e quindi in decadenza automatica delle autorizzazioni, e perciò frutto di lottizzazione abusiva, ha detto il processo di primo grado appena concluso. I secondo accusati di truffa, per aver attuato l'artifizio che aveva consentito di passare alla vendita delle ville.

Comunque, i proprietari sono stati truffati oppure no? Per gli inquirenti, sapevano o avrebbero dovuto sapere. Si presume pertanto la consapevolezza nel commettere un reato. Quindi, riepilogando: perdita della casa per confisca, rischio di condanna per violazioni urbanistiche, ma non solo, anche il rischio di dover risarcire quel Comune all'interno del quale fu orchestrato ed attuato a sua tempo parte del piano, quello della modifica delle regole del gioco che rese vendibili anzitempo gli immobili.

Quel Comune che secondo il giudice di primo grado che si è pronunciato ieri, non deve alcun risarcimento agli acquirenti delle case, che si sono visti respingere le richieste di ristoro dei danni patiti. Più conciati per le feste di così non si può. Ma quel Comune a vantaggio del quale la confisca è avvenuta, si sta invece preparando al colpo di grazia, costituendosi parte civile contro i destinatari della confisca a tappeto, apprestandosi dunque a sparare sulla Croce Rossa.

Oggi pomeriggio dunque rinvio della prima udienza per difetto di notifica, e nessuna possibilità quindi per l'avvocato Viola Messa, che rappresenta l'amministrazione civica e in questo caso il commissario prefettizio Bruno Pezzuto, per procedere con l'istanza di ammissione al processo del Comune come parte civile. Chissà cosa vorrà fare il prossimo sindaco. Chi crede che qualcuno dei candidati attuali andrà in giro nelle prossime settimane senza una soluzione in tasca per Acque Chiare, o senza lasciare intendere che sarà adottata una linea morbida, alzi la mano. Ma intanto la rabbia e la frustrazione restano.

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