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"Acque Chiare, apriamo una zona del villaggio e realizziamo un parcheggio"

Il presidente provinciale dell'Adoc, Zippo, al commissario: "Così si risponde alla richiesta di posti auto lungo la litoranea in estate"

BRINDISI - I proprietari delle villette di Acque Chiare sperano nella pronuncia della Cassazione per ricucire la ferita rimasta aperta dieci anni fa, con il sequestro del villaggio, mentre al Comune si aspetta la nuova Amministrazione per adottare il Piano urbanistico generale. E intanto la litoranea si risveglia  dal "letargo" invernale per aprirsi alla stagione estiva, con alcuni nodi irrisolti. In primis quello della sicurezza, pensando al quale l'Adoc ha proposto all'Ente l'apertura dell'aera sotto sigilli dal 2008 per consentire il parcheggio.

La proposta

Giuseppe Zippo Adoc-2Il suggerimento è stato presentato, via lettera, dal presidente provinciale dell'associazione che assiste i consumatori, Giuseppe Zippo, al commissario Santi Giuffrè, precisando che non ci sarebbero ostacoli di natura giudiziaria, posto che il Tribunale avrebbe già dato l'autorizzazione: "La strada è percorribile", sostiene Zippo. "C'è il benestare del Tribunale, spetta al Comune la decisione, essendo l'Amministrazione custode del villaggio".  "L'area - prosegue - ben si presta a soddisfare la domanda di posti auto durante la stagione estiva, visto che lungo la litoranea non ci sono spazi adeguati".

La decisione spetta alla struttura commissariale che potrebbe chiedere, nei prossimi giorni, un parere al comandante della polizia locale Antonio Claudio Orefice, anche per organizzare il controllo della circolazione stradale e garantire la sicurezza. L'Adoc ha più volte sollecitato una ricognizione della litoranea Nord ex strada provinciale 41: "E' necessario  adeguare la segnaletica stradale, specie a ridosso degli agglomerati urbani di Contrada Bettlemme, Giancola ed Apani ed una verifica del fondo stradale e dei guard rail usurati dagli agenti atmosferici".

La litoranea

Zippo, nella stessa missiva, ha chiesto a Giuffré ad attuare una serie di controlli per evitare  situazioni di degrado "per scarsa sensibilità, ma anche per l’assenza di servizi idonei a far fronte al grosso quantitativo di materiale prodotto a seguito della manutenzione del verde". "Sarebbe opportuna l’attivazione di servizi dedicati per andare incontro alle esigenze dei cittadini impossibilitati per ragioni anagrafiche ed economiche a far fronte allo smaltimento diretto nonostante soddisfino gli adempimenti fiscali in forma maggiorata (in quanto proprietari di seconda abitazione)", suggerisce Zippo. "L’assenza di illuminazione, manutenzione stradale ed infrastrutture idrico-fognarie completano un quadro preoccupante sotto diversi aspetti".

Il presidente provinciale dell'Adoc, ricorda, che per effetto dell’ordinanza balneare emanata dalla Regione Puglia, sono necessari adempimenti sia a carico dei privati che delle pubbliche amministrazioni. Disattesi da entrambe le parti. "A titolo esemplificativo rammentiamo l’obbligo di predisporre le passatoie per disabili nelle spiagge libere, di garantire il servizio di salvamento direttamente o in convenzione con i lidi privati, il posizionamento dei bagni chimici", dice.

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