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Acque Chiare, dietrofront dell’Arneo: sgravio della cartella per i proprietari

Passo indietro del Consorzio dopo aver chiesto e ottenuto il pagamento di 52 euro a testa da ciascuno dei titolari degli immobili a rischio confisca: la vicenda oggetto di un esposto in Procura presentato agli inizi di settembre

BRINDISI – Dietrofront del Consorzio Arneo dopo la notifica delle cartelle di pagamento ai proprietari delle villette di Acque Chiare, sotto sequestro: dopo aver chiesto e ottenuto il pagamento di 52 euro (a testa) per opere di bonifica ha scritto per riconoscere lo “sgravio”. Il che significa che la somma dovrebbe essere restituita ai contribuenti. In che modo non è chiaro, certo  è che l’importo sarà portato a “discarico”.

La Finanza al villaggio Acque Chiare-2

Il provvedimento di retromarcia è stato notificato l’altro ieri ai titolari degli immobili che per primi avevano saldato la cartella recapitata questa estate dalla società Soget incaricata della riscossione, versando la somma a titolo di contributo per attività di bonifica eseguite con riferimento all’anno 2014. Cosa è successo? E’ accaduto che la Soget ha svolto le “necessarie verifiche tecnico-amministrative, così come è scritto nella missiva spedita dal Consorzio e firmata dal direttore generale Vito Caputo. La stessa società “effettuerà le opportune registrazioni”, è scritto ancora. Nulla di più.

Non c’è alcun riferimento all’esposto presentato in Procura agli inizi dello scorso mese di settembre da alcuni proprietari, tramite l’avvocato Luca Leoci, secondo il quale ci sarebbero gli estremi per contestare fattispecie penalmente rilevanti dietro la richiesta di pagamento.

Nell’esposto si fa riferimento a due motivazioni: non solo non sarebbe affatto chiaro quali siano state le opere di bonifica al servizio del Villaggio Acque Chiare, realizzate dal Consorzio, ma l’Arneo con i solleciti avrebbe persino dimenticato di prestare attenzione a una recente pronuncia del legislatore, in base alla quale nulla è dovuto in relazione agli immobili sottoposti a sequestro. Le villette realizzate dall'impresa di Vincenzo Romanazzi sono sotto sigillo da maggio 2008.  In questo caso, sarebbe rilevante quanto previsto nel decreto legislativo 175 del 2014 e in particolare quanto contenuto nell’articolo 32 a proposti del “regime fiscale” dei beni sottoposti a sequestro. E per questo il penalista aveva chiesto l’annullamento delle cartelle in autotutela. Ma niente.

Copia dell’esposto è stata recapitata all’Arneo per opportuna conoscenza. Sarà la Procura a valutare i fatti e accertare se effettivamente ci siano o meno i presupposti per aprire un fascicolo e procedere oltre con il rinvio al giudizio del Tribunale.

Quanto ai proprietari delle villette di Acque Chiare, sono ancora in attesa di conoscere quale sarà la sorte degli immobili che rischiano di essere confiscati, nell’ambito del processo penale scaturito dalla conclusione dell’inchiesta per lottizzazione abusiva imbastita dalla Procura di Brindisi. Aspettano la pronuncia della Cassazione, dopo gli ultimi orientamenti dei giudici europei.

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