menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Vincenzo Romanazzi il giorno del sequestro del villaggio

Vincenzo Romanazzi il giorno del sequestro del villaggio

Acque Chiare, il costruttore Romanazzi e il notaio Cafaro devono essere processati per truffa

BRINDISI – La vicenda Acque Chiare si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. Questa mattina il giudice per l’udienza preliminare Alcide Maritati ha rigettato la richiesta di archiviazione proposta dal pubblico ministero Adele Ferraro ordinando allo stesso pm la formulazione coatta del capo di imputazione per truffa a carico di Vincenzo Romanazzi, costruttore brindisino, e del notaio Bruno Cafaro, stipulatore dei contratti di vendita delle villette nella zona di Acque Chiare. Il prossimo passo, dunque, sarà un nuovo processo nei confronti di Romanazzi e Bruno la cui data sarà fissata nei prossimi giorni.

BRINDISI - La vicenda Acque Chiare si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. Questa mattina il giudice per l'udienza preliminare Alcide Maritati ha rigettato la richiesta di archiviazione proposta dal pubblico ministero Adele Ferraro ordinando allo stesso pm la formulazione coatta del capo di imputazione per truffa a carico di Vincenzo Romanazzi, costruttore brindisino, e del notaio Bruno Cafaro, stipulatore dei contratti di vendita delle villette nella zona di Acque Chiare. Il prossimo passo, dunque, sarà un nuovo processo nei confronti di Romanazzi e Bruno la cui data sarà fissata nei prossimi giorni.

I due furono denunciati da un cittadino svizzero che aveva acquistato una villetta ad Acque Chiare. A lui si erano aggiunti altri trentacinque proprietari che ora si costituiranno parte civile e che già lo sono assieme ad un'altra settantina di proprietari nell'altro processo per lottizzazione abusiva già in corso che vede imputati oltre a Romanazzi, 73 anni, di Brindisi, rappresentante legale di Acque Chiare Srl, e Cafaro, 72 anni, notaio brindisino, anche Carlo Cioffi, 57 anni, di Brindisi, dirigente del settore Urbanistico e assetto del territorio del Comune di Brindisi, e Severino Orsan, direttore dei lavori e progettista del complesso Acque Chiare. Un terzo procedimento per corruzione si è già concluso con il patteggiamento della pena da parte di Giovanni Antonino e la prescrizione per Romanazzi.

Il complesso Acque Chiare fu sequestrato dalla Guardia di Finanza il 29 maggio 2008. Le fiamme gialle apposero i sigilli a decine di villette, un supermercato, impianti sportivi e ricreativi, la spiaggia. Non solo violazioni edilizie, ma anche corruzione: Romanazzi avrebbe dato denaro all'allora sindaco Giovanni Antonino per agevolare la variazione della destinazione d'uso da turistico-residenziale a residenziale. Le ville sottoposte a sequestro in un primo momento furono affidate in custodia giudiziaria al sindaco di Brindisi Domenico Mennitti.

Poi il giudice dispose di affidare la custodia al singolo intestatario di ognuna delle ville. Su questo fronte, a dimostrazione di quanto sia complessa questa vicenda, il giudice a due proprietari che ne avevano fatto richiesta ha concesso la facoltà d'uso allargata; mentre ad altri tre richiesta analoga non è stata accolta. Da ricordare anche la recente sentenza della Cassazione che ha confermato il sequestro degli immobili.

Oggi questo ennesimo atto di una vicenda che BrindisiReport ha definito un autentico ginepraio. Con decisioni in contrasto tra esse. Questa mattina il pubblico ministero Adele Ferraro si è battuta per archiviare l'ipotesi di reato per truffa nei confronti di Romanazzi e Cafaro. A sostegno della sua tesi assolutoria ha depositato anche una memoria scritta. Il giudice Maritati, dal canto suo, ha ritenuto di ordinare l'imputazione coatta. Troppi elementi che avvalorano l'ipotesi della truffa. A cominciare da quel sito "acquechiare.it" che pubblicizzava la vendita di villette ad uso privato (sito che ora è oscurato). E poi quegli atti del notaio Cafaro sui quali, in una copia si riporta la definizione "polo turistico integrato" e in un'altra "lotto residenziale". E' evidente, ha ritenuto il giudice Maritati, che l'intenzione eventuale della truffa va approfondita in giudizio.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento