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Il villaggio di Acque Chiare sotto confisca

Il villaggio di Acque Chiare sotto confisca

Acque Chiare, la vicenda si complica ancora: avvisi di fine indagini per 150 proprietari

BRINDISI - C’è l’ennesimo colpo di scena sulla vicenda Acque Chiare: quando sembrava che le persone coinvolte nell’inchiesta fossero solo quelle più volte citate dal 2008 ad oggi, ecco spuntare 150 avvisi di fine indagine nei confronti di altrettanti proprietari per il reato di concorso in lottizzazione abusiva. Detta in soldoni, l’ipotesi è che anche i titolari delle villette fossero al corrente di cosa impedisse la vendita delle ville. Gli avvisi portano la firma del pubblico ministero Antonio Negro.

BRINDISI - C'è l'ennesimo colpo di scena sulla vicenda Acque Chiare: quando sembrava che le persone coinvolte nell'inchiesta fossero solo quelle più volte citate dal 2008 ad oggi, ecco spuntare 150 avvisi di fine indagine nei confronti di altrettanti proprietari per il reato di concorso in lottizzazione abusiva. Detta in soldoni, l'ipotesi è che anche i titolari delle villette fossero al corrente di cosa impedisse la vendita delle ville. Gli avvisi portano la firma del pubblico ministero Antonio Negro.

LA TRUFFA - Ma quasi negli stessi giorni sono state dichiarate concluse anche le indagini sul capitolo due relativo ad Acque Chiare. E' quello dell'incriminazione per truffa nei confronti del costruttore Vincenzo Romanazzi e del notaio Bruno Cafaro, brindisini, nei cui confronti lo scorso giugno il giudice per l'udienza preliminare Alcide Maritati, ordinò ai pm l'imputazione coatta. Era accaduto che i due magistrati inquirenti, completati gli accertamenti avevano chiesto l'archiviazione. Dopo il decreto di Maritati la pubblica accusa si è dovuta adeguare. E quindi per i due si apre un nuovo fronte giudiziario.

Romanazzi, 73 anni, e Cafaro, 72 anni, assieme a Carlo Cioffi, 57 anni, di Brindisi, dirigente del settore Urbanistico e assetto del territorio del Comune di Brindisi, ed a Severino Orsan, direttore dei lavori e progettista del complesso Acque Chiare, sono già sotto processo per gli illeciti urbanistici che sarebbero stati commessi nel variare anticipatamente la destinazione d'uso del complesso nato come turistico-alberghiero, da destinare a residenziale solo dopo dieci anni dalla realizzazione delle ville.

Un termine che non sarebbe stato rispettato. Il 29 maggio del 2008 Acque Chiare fu sottoposto a sequestro: oltre duecento ville, un albergo in costruzione, impianti sportivi, supermercato, spiaggia. Un colpo terribile per i proprietari ai quali fu vietato mettere piede nelle loro ville. Iniziò una battaglia legale dura. Una quarantina di proprietari delle ville, ritenendosi in buona fede, e quindi raggirati dal costruttore di Acque Chiare e dal notaio, denunciarono i due per truffa. Ma il sostituto procuratore Adele Ferraro, la stessa che due anni or sono li incriminò per lottizzazione abusiva, questa volta riteneva che non dovessero finire sotto processo.

Probabilmente perché la pm ritiene che negli acquirenti non ci fosse buona fede e che, quindi, non siano stati ingannati. I denuncianti hanno però dimostrato che furono invogliati ad acquistare quelle ville dalla pubblicità ingannevole che era stata messa in giro, con depliant e con un sito internet. Per il gup Maritati questo è sufficiente per far arrivare i due dinanzi al tribunale.

I PROPRIETARI - Tuttavia, come detto in principio, è sempre di oggi l'altra notizia che arricchisce di un nuovo capitolo una vicenda che si fa sempre più intricata. Centocinquanta proprietari delle villette si sono visti recapitare un avviso di fine indagine con l'accusa di concorso in lottizzazione abusiva. La procura, insomma, ipotizza che queste persone fossero a conoscenza dei retroscena relativi al villaggio e che hanno poi portato al sequestro degli immobili. Malgrado la coerenza manifestata anche in questo caso dalla magistratura - niente truffa, ma coinvolgimento consapevole degli acquirenti - quello che viene fuori è uno scenario completamente contradditorio, con le stesse persone che si ritroverebbero ad essere vittime e attori del reato al tempo stesso in due diversi processi.

Pare che il reato di lottizzazione abusiva ipotizzato sia già in prescrizione, ma questa sarà una valutazione che spetterà al gup. In ogni caso, anche la prescrizione consente di tenere in piedi non solo il sequestro, ma anche la confisca delle ville.

LE ISTITUZIONI - Intanto, mentre procede l'ingarbugliata vicenda giudiziaria, c'è anche un fronte istituzionale chiamato a dare risposte alla cittadinanza. Proprio per domani era stato fissato un incontro a Brindisi con l'assessore regionale all'Urbanistica, ma l'appuntamento è stato rinviato a giovedì 22 luglio. Ma per lo stesso giorno dovrebbe riunirsi anche il consiglio comunale. Quindi non è detto che il vertice tra Angela Barbanente, l'assessore comunale Tonino Bruno e i rappresentanti dei proprietari della ville si svolga.

Resta comunque da capire quale sarà la strada che sarà perseguita a questo punto dal Comune: finora le vie ipotizzate sono state quelle di una variante urbanistica o di un consorzio. Ma si tratta appunto di ipotesi: una decisione non è ancora stata presa, e questo alimenta ancora più dubbi e timori da parte degli stessi proprietari, che oggi si sono anche visti recapitare gli "avvisi".

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