Cronaca

Acque Chiare: scenario sempre più incerto, ma resta confermato l'incontro con la Barbanente

BRINDISI – E’ stato un risveglio certamente diverso, per i 157 proprietari delle villette di Acque Chiare raggiunti da un avviso di fine indagine per concorso in lottizzazione abusiva. Un’accusa, questa, che fa divenire più intricata una vicenda che si presentava già di difficile soluzione.

Il villaggio Acque Chiare

BRINDISI - E' stato un risveglio certamente diverso, per i 157 proprietari delle villette di Acque Chiare raggiunti da un avviso di fine indagine per concorso in lottizzazione abusiva. Un'accusa, questa, che fa divenire più intricata una vicenda che si presentava già di difficile soluzione.

Negli stessi giorni in cui si sono anche concluse le indagini per la parte dell'inchiesta relativa all'incriminazione per truffa nei confronti del costruttore Vincenzo Romanazzi e del notaio Bruno Cafaro, ecco spuntare per i proprietari delle villette una novità sicuramente inaspettata. La Procura, infatti, sta infatti cercando di capire se i proprietari fossero a conoscenza o meno di cosa si celasse dietro il villaggio, in fatto di concessioni e di Accordi di programma. Pare che il reato di lottizzazione abusiva ipotizzato sia già in prescrizione, ma questa sarà una valutazione che spetterà al gup. In ogni caso, anche la prescrizione consente di tenere in piedi non solo il sequestro, ma anche la confisca delle ville.

Inevitabilmente, però, viene da chiedersi se quest'ultima novità possa in un certo senso modificare le strade che erano state finora percorse dalle istituzioni. Il Comune, per ora, preferisce non commentare, attendendo l'incontro di dopodomani (era stato fissato per oggi, ma successivi impegni hanno reso necessario il rinvio per giovedì 22 alle 18.30) che si terrà assieme all'assessore regionale all'Urbanistica Angela Barbanente e ai proprietari degli immobili.

Finora, il percorso seguito dall'Amministrazione era orientato su due binari paralleli, che non si escludevano l'un l'altro: una variante urbanistica e un consorzio, con i proprietari come soci, almeno fino alla scadenza dell'Accordo di Programma, con le villette che verrebbero affittate per finalità turistiche. Poi, allo scadere dei dieci anni dell'Accordo, per i proprietari potrebbero riaprirsi spiragli per rientrare in possesso degli immobili.

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