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Acque Chiare, sentiti in aula alcuni tecnici comunali

BRINDISI – Altra udienza del troncone principale del processo per i presunti illeciti che sarebbero stati commessi nella vendita delle ville del complesso turistico-alberghiero Acque Chiare, situato sulla costa a Nord di Brindisi, in contrada Case Bianche. L’udienza si è tenuta questa mattina. Routine. Sono stati sentiti alcuni testi, tecnici comunali, è quindi è stato aggiornato al 14 giugno per il prosieguo dell’interrogatorio di altri testimoni.

BRINDISI - Altra udienza del troncone principale del processo per i presunti illeciti che sarebbero stati commessi nella vendita delle ville del complesso turistico-alberghiero Acque Chiare, situato sulla costa a Nord di Brindisi, in contrada Case Bianche. L'udienza si è tenuta questa mattina. Routine. Sono stati sentiti alcuni testi, tecnici comunali, è quindi è stato aggiornato al 14 giugno per il prosieguo dell'interrogatorio di altri testimoni.

In questo troncone principale sono imputati Vincenzo Romanazzi, 73 anni, di Brindisi, rappresentante legale di Acque Chiare Srl, Bruno Cafaro, 72 anni, notaio brindisino, Carlo Cioffi, 57 anni, di Brindisi, dirigente del settore Urbanistico e assetto del territorio del Comune di Brindisi, e Severino Orsan, direttore dei lavori e progettista del complesso Acque Chiare. Le accuse a vario titolo sono di violazioni urbanistiche sulla destinazione d'uso delle ville che sono sottoposte a sequestro e per i proprietari c'è il rischio che se le vedano confiscare. La corruzione è stata prescritta.

Romanazzi e Cafaro ora saranno processati anche per truffa nei confronti degli acquirenti. L'ha deciso nei giorni scorsi il giudice per l'udienza preliminare Alcide Maritati, respingendo la richiesta di archiviazione del pubblico ministero Adele Ferraro e ordinando l'imputazione coatta dei due imputati. Denunciati in questa vicenda da trentasei proprietari di villette.

Nel processo principale erano imputati pure Gianbattista De Cataldo, all'epoca dei fatti segretario generale del Comune di Brindisi ora in pensione, Giovanni Battista Matichecchia, all'epoca responsabile della Sovrintendenza alla Belle arti (i quali patteggiarono la pena tempo fa) e Giovanni Antonino, allora sindaco di Brindisi, accusato di essere stato il terminale delle mazzette. Pure lui patteggiò la pena.

Il complesso Acque Chiare fu sequestrato dalla Guardia di finanza il 29 maggio 2008. E da allora le ville sono chiuse. Vi possono accedere soltanto gli intestatari e nemmeno i familiari conviventi (marito o moglie). Nei giorni scorsi ha rigettato la richiesta di tre proprietari per un utilizzo allargato, mentre alcune settimane fa lo aveva concesso ad altri due proprietari.

Come si diceva, l'udienza di questa mattina non ha fatto registrare colpi a sorpresa, tranne il malumore dei proprietari che ritengono di essere stati truffati e rischiano di essere penalizzati ulteriormente semmai si dovesse arrivare alla confisca. E' dei giorni scorsi la lettera di messa in mora da parte di tre loro avvocati (Rina, Silvestre e Almiento) di Comune, Regione Puglia e Società Acque Chiare per la richiesta di un indennizzo pari a 50 milioni di euro nel caso le ville dovessero essere sequestrate.

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