rotate-mobile
Cronaca

Acque Chiare, sfilano i notai: "A noi tutto sembrava in regola"

BRINDISI – E’ toccato nuovamente ai notai. Agli altri notai chiamati come testi nel processo per la vicenda “Acque chiare” per chiarire come mai all’epoca hanno stipulato gli atti di vendita tra la società “Acque Chiare” di Vincenzo Romanazzi, 73 anni, brindisino, e i vari proprietari che acquistarono le villette non con finalità turistico-alberghiero, così come avrebbe dovuto essere, ma per abitazioni private. I notai che hanno deposto in questa udienza, così come gli altri chiamati a rispondere alle domande di accusa, parti civili e difese degli imputati, hanno praticamente detto che per loro era tutto regolare.

BRINDISI - E' toccato nuovamente ai notai. Agli altri notai chiamati come testi nel processo per la vicenda "Acque chiare" per chiarire come mai all'epoca hanno stipulato gli atti di vendita tra la società "Acque Chiare" di Vincenzo Romanazzi, 73 anni, brindisino, e i vari proprietari che acquistarono le villette non con finalità turistico-alberghiero, così come avrebbe dovuto essere, ma per abitazioni private. I notai che hanno deposto in questa udienza, così come gli altri chiamati a rispondere alle domande di accusa, parti civili e difese degli imputati, hanno praticamente detto che per loro era tutto regolare.

Michele Errico, che è stato anche presidente della Provincia, ha detto che il notaio stila atti, non parla. In altri termini il compito del notaio è stipulare. Gli altri notai hanno affermato che gli acquirenti erano felici di acquistare e che, secondo loro, stando alle carte, tutto era in regola.

Insomma, probabilmente avrebbero dovuto essere gli acquirenti a verificare a fondo prima di andare dal notaio a stipulare.

Il processo è iniziato nel pomeriggio, verso le 15, e si è protratto sino a tarda sera. Quindi è stato aggiornato. Sul banco degli imputati oltre a Romanazzi, anche il notaio Bruno Cafaro, che ha stipulato la maggior parte degli atti di vendita (nei loro confronti c'è un procedimento parallelo per truffa), il dirigente del settore urbanistico del Comune di Brindisi Carlo Cioffi, 57 anni, e Severino Orsan, direttore dei lavori e progettista del complesso Acque Chiare. Sono accusati degli illeciti che sarebbero stati commessi nel variare anticipatamente la destinazione d'uso del complesso nato come turistico-alberghiero, da destinare a residenziale solo dopo dieci anni dalla realizzazione delle ville.

Un termine che non sarebbe stato rispettato e a suon di mazzette cambiato. Il 29 maggio del 2008 Acque Chiare fu sottoposto a sequestro: oltre duecento ville, un albergo, impianti sportivi, supermercato, spiaggia. Un colpo terribile per i proprietari ai quali è vietato mettere piede nelle loro ville.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Acque Chiare, sfilano i notai: "A noi tutto sembrava in regola"

BrindisiReport è in caricamento